Milan e Inter, lo stadio sarà un insoddisfacente compromesso?

Le due società a breve faranno una scelta sul loro futuro impianto, che probabilmente continuerà a essere il Meazza. Una prospettiva che lascia molti dubbi

di Giuseppe Di girolamo
Giuseppe Di girolamo
(86 articoli pubblicati)
AC Milan v Olympiacos - UEFA Europa Leag

Milan e Inter hanno siglato una intesa tra di loro e con il Comune di Milano, per trovare una soluzione univoca  sulla questione stadio.

Nel comunicato si legge che nessuna soluzione è preclusa a priori, ma l'orientamento delle due società è molto chiaro: stadio condiviso e possibilmente che sia il Meazza. Le indiscrezioni che trapelano parlano di un profondo maquillage dell'impianto, a spese delle squadre meneghine, in cambio di una concessione di novantanove anni da parte del Comune di Milano. A quanto pare la decisione finale verrà presa in pochissime settimane, in quanto nello stesso comunicato si legge che entro la fine del 2018 verranno vagliati i possibili scenari, e verrà presa la decisione definitiva.

Onestamente lo scetticismo non è solo sulla tempistica, che dopo anni di immobilismo e false partenze sembra davvero troppo ristretta per essere reale, ma anche sulla scelta di conservare un impianto la cui prima pietra è stata posta quasi cento anni fa, oltreché sulla decisione di continuare ad avere una casa comune, condivisa. Altri stadi storici nel mondo hanno dovuto chiudere i battenti, o sono stati destinati ad altri usi, a causa non solo della loro vetustà, ma della loro inadeguatezza alla necessità odierna di tenere gli stadi aperti tutto l'anno, con attrattive diverse, per tifosi e turisti, in cui la partita è l'atto finale, non l'unico. La tiritera della storicità del Meazza, del suo prestigio, viene meno solo provando a frequentarlo tutte le domeniche, come faccio io. Riuscire a prendere un caffè, una birra o un panino è una impresa titanica: i bar sono stati posizionati nel poco spazio che c'è in cima alle rampe di ingresso, che non erano pensati perché la gente stazionasse in attesa, ma solo perché ci passasse velocemente per raggiungere il proprio posto. Così a un certo punto si crea un tappo, in cui chi sale le rampe non riesce a passare, a causa della gente in coda la bar! E non parliamo dei bagni, assolutamente insufficienti, delle transenne e corrimani che, anche nei posti migliori, ostruiscono la visuale degli spettatori, delle scale strette e scivolose, delle uscite di sicurezza di fatto inesistenti, dei sedili bagnati nonostante la copertura, quando piove. Per quanto si possa rimodernare la struttura, bisogna lavorare su concetti di un secolo fa, sulle scarse necessità e pretese che c'erano per uno stadio di calcio. Come si creano spazi che non ci sono?

Anche la scelta di continuare a condividere lo stadio non sembra una decisone in linea con i tempi. Infatti quali tra le grandi squadre, in Europa e nel mondo, dividono la propria casa con un avversario? Sì, perché è vero che la rivalità tra Milan e Inter è sempre stata civile, ma non bisogna per questo cadere nella retorica: le due squadre sono prima di tutto rivali, poi, eventualmente (e non per tutti) cugine.

Nonostante il giovane management delle due società, la strada intrapresa sembra il più classico dei compromessi all'italiana, una via di mezzo che non soddisfa le necessità odierne, e piace molto alla politica (vedi comune). Intanto la Juventus ha il proprio stadio da sei anni, ed è indiscutibilmente una delle basi su cui poggia il successo dei bianconeri, ma le dirette avversarie non sembrano aver recepito il messaggio.

Real Madrid v Club Atletico de Madrid -
Fonte: l'autore Giuseppe Di girolamo

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