Milan in crisi: fino a che punto è colpa dell’allenatore?

Il Milan peggiore degli ultimi anni esce sconfitta contro una Lazio non irresistibile, aprendo (nuovamente) il dibattito sulle motivazioni della crisi rossonera

di Francesco Muselli
Francesco Muselli
(2 articoli pubblicati)
MILAN ITALY - MAY 19 Krzysztof Piatek o

Un Milan senza identità esce sconfitto per l'ennesima volta in questo campionato contro la Lazio. Il cambio Giampaolo-Pioli non sta portando i punti sperati, con due sconfitte all'attivo ed una sola vittoria ( contro la SPAL ultima in classifica) intervallata dal clamoroso pareggio interno con il Lecce. Ma era davvero tutta colpa di Giampaolo? O dei vari allenatori che si sono susseguiti su una delle panchine più rinomate d'Italia? La risposta è no, il problema va ricercato nel 2012, anno del vero e proprio cambiamento, con l'addio di moltissimi senatori (Gattuso, Inzaghi...). La società milanese non è mai riuscita a dare quel segnale per poter tornare in alto, dando la squadra in mano ad allenatori alle prime armi ( Gattuso, Inzaghi, Seedorf, Brocchi) o a chi comunque durante la sua carriera non ha mai allenato una big. La mancanza di comunicazione e di un vero e proprio progetto hanno allontanato i tifosi milanisti dalla squadra, nonostante l'attaccamento dimostrato da quest'ultimi nei confronti dei colori rossoneri.

Con l'addio dei giocatori più importanti, con la conseguente fine di un ciclo, bisognava ripartire con un progetto chiaro, di crescita e di sviluppo dei propri talenti, puntando alla formazione delle giovanili alla ricerca dei nuovi Cutrone e Donnarumma da inserire in prima squadra. Invece fin da subito è stato commesso l'errore di voler  tornare quanto prima a giocarsi lo Scudetto o un posto in Champions League, con un mercato a volte decisamente oneroso che ha portato all' acquisto di tantissimi giocatori arrivati con la nomea di campioni o presunti tali e poi rivenduti l'anno dopo (Andrè Silva docet) come gli ultimi arrivati. Il mercato e la posizione negli anni rispecchia in pieno la confusione societaria, con continui cambi di dirigenza il quale non ha portato sicuramente chiarezza e certezza all'interno dello spogliatoio rossonero, dove il persino capitano, figura di riferimento per qualsiasi squadra, veniva scelto per motivazioni extra calcistiche. Da italiano, spero vivamente che il Milan possa tornare agli albori di un tempo, con un progetto serio, per ridare forza ad un campionato sempre più in balia delle scelte arbitrali e della forza della Juventus.

Fonte: l'autore Francesco Muselli

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