“Mi ritorni in mente”: Jardel e l’Ancona

Inizia un viaggio a ritroso per riscoprire quei calciatori che in passato ci hanno fatto sognare. Prima tappa del racconto la storia del bomber brasiliano

di Leandro Malatesta
Leandro Malatesta
(93 articoli pubblicati)
Jardel of Porto

Per un attimo provate a chiudere gli occhi ed immaginare che nell'ultima sessione di mercato invernale il Chievo Verona avesse acquistato Diego Costa. Probabilmente il primo pensiero che vi sarà passato in mente potrebbe essere quello di autentica follia dell'ipotesi e che una cosa del genere non potrebbe mai realizzarsi. A rigor di logica sembra davvero irrealizzabile che un giocatore di fama mondiale, capace di vincere classifiche cannonieri e trofei internazionali possa finire a giocare in una squadra che si trova sul fondo della classifica italiana e con poche chance di salvezza. Eppure c'è stato un tempo che questo successe. Mario Jardel è stato sul finire degli anni novanta un goleador di rara forza incisiva e dall'impatto straordinario. Basti pensare che ad oggi è ancora l'unico calciatore in grado di vincere la classifica dei cannonieri sia in Champions League che in Coppa Libertadores. 

Quanto fatto con le maglie di Porto (130 reti in 125 presenze), Galatasary (22 reti in 24 presenze) e Sporting Lisbona (53 reti in 49 presenze) è presto sintetizzato dai numeri elencati. Prima di tutti è stato lui ad essere Super Mario, capace di trasformare i sogni in realtà come quando con la divisa del Galatasary fu capace di stendere (quasi da silo) il Real Madrid dei Galacticos nella finale di Super Coppa Europea del 2000. Nel suo palmares individuale anche la scarpa d'oro vinta addirittura due volte più svariati titoli e coppe nazionali. Fin qui il paragone con Diego Costa sembra andare addirittura stretto al brasiliano Jardel ma come accade in molte storie c è un però, ci sono un prima ed un dopo. Per Jardel il fatto che cambierà ogni cosa è il divorzio dalla moglie, celebre modella e soubrette televisiva carioca. Per il giocatore affermatosi in Portogallo questo episodio segnerà l'inizio di un periodo segnato dalla depressione e da un lento scivolare verso il basso e qui il parallelo con Diego Costa o con qualsiasi altro calciatore si discosta in modo definitivo.

Jardel in campo sembra l'ombra di se stesso ingrassato, goffo e lento nei movimenti ha di fatto smarrito la forza ed il vigore che lo hanno reso una macchina micidiale sotto porta. Sarà dal divano di casa che vede il Brasile vincere la Coppa del Mondo in Corea e Giappone nel 2002 e gli sarà negata quella gioia che solo pochi mesi prima gli sarebbe spettata di diritto. A questo punto facciamo un breve salto in avanti per ritrovarlo in Inghilterra al Bolton dove non è riuscita l'opera di recupero. A questo punto entra in gioco il nostro campionato. Nella stagione 2003/2004 l'Ancona si ritrova da neopromossa in serie A. Il girone d'andata è disastro però, pochissimi punti raccolti e morale sotto i tacchetti, ma Gennaio incombe e così al presidente marchigiano Pieroni salta in mente una pazza idea, ingaggiare il centravanti che il mondo tremare faceva. A dirla tutta Pieroni ci prese gusto cambiando quasi totalmente i giocatori a disposizione nella sessione invernale.

Ma torniamo a Jardel che a parole sbarca con le migliori intenzioni dichiarando amore per il nostro campionato e di come quella di Ancona possa rappresentare la tappa del riscatto a soli 30 anni. Purtroppo non sarà così, con la squadra allenata da Galeone il giocatore ex Porto giocherà solo 3 partite per poi fare ritorno già in primavera in Inghilterra. In quei pochi minuti di serie A l'ex bomber brasiliano metterà in scena il proprio canto del cigno facendo capire come i calciatori siano prima di tutto esseri umaniSul campo Jardel rimarrà ancora a lungo girovagando in cerca di un ingaggio per ingannare se stesso. Ora come detto Diego Costa o Cavani non giocheranno mai nel Chievo, ma c'è stato un tempo in cui per un attimo abbiamo creduto che la potenza immaginifica del sogno potesse tradursi in realtà ma come spesso accade i sogni svaniscono all'alba. Nonostante tutto però chi ama il calcio resta un sognatore e per questo dobbiamo ringraziare anche Jardel e l'Ancona.

FUSSBALL JARDELGALATASARAY
Fonte: l'autore Leandro Malatesta

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