Maxi-scambio Milan-Juventus: chi ci guadagna?

Una trattativa lunga e sfiancante che potrebbe accontentare entrambe le parti chiamate in causa, ma è davvero così?

di Stefano Boffa
Stefano Boffa
(107 articoli pubblicati)
Italy v Argentina - International Friend

Alla fine, dopo tanti proclami e altrettante frenate, si è arrivati all'epilogo della trattativa più chiacchierata dell'estate calcistica italiana dopo l'approdo di CR7 alla Juve: lo scambio Caldara-Higuaín-Bonucci tra Juve e Milan si farà, dopo che Marotta e Leonardo hanno raggiunto l'intesa totale insieme alla mediazione dei 3 entourage coinvolti. Quello tra Bonucci e Caldara sarà uno scambio alla pari, con entrambi i difensori valutati 35 milioni di euro (entrambi i club registrano così una plusvalenza) e con Bonucci che si è anche ridotto l'ingaggio pur di tornare a vestire i colori bianconeri dopo una sola stagione, mentre il Pipita arriverà in prestito oneroso a 18 milioni con diritto di riscatto fissato a 36, per un totale di 54 milioni, buoni per evitare la minusvalenza da parte della Juve e per permettere al Milan di aggirare i paletti del Fair-play Finanziario.

Alla fine di questo lungo tira e molla, non ci resta che analizzare i pro e i contro di questa trattativa. Il Milan ha perso sicuramente il perno della difesa, colui che era stato investito della fascia di capitano per poter inaugurare il nuovo corso sotto l'egida cinese targata Yonghong Li, ma la juventinità latente in Bonucci ha fatto sì che il difensore non si sentisse mai veramente parte integrante della squadra, manifestando questo malessere che lo ha portato a tornare nella stessa società che l'anno prima lo aveva scaricato per via dei suoi screzi con il tecnico Allegri. Per quanto l'intera vicenda non abbia di certo mostrato il lato migliore del Bonucci-uomo, di certo la stessa non intacca minimamente il valore e l'affidabilità del Bonucci-calciatore, il quale ha pochi eguali nel suo ruolo e, nonostante l'età non esattamente bassa (31 anni), è sicuramente il giocatore d'esperienza che potrebbe aiutare la Juventus a dare maggiore solidità al reparto difensivo e a dare maggiori garanzie nella sua rincorsa alla tanto agognata Champions League. 

Certo, il prezzo del ritorno di Bonucci in casa Juve è stato alto: Mattia Caldara, in prospettiva, è tra i migliori interpreti nel suo ruolo e il difensore classe '94 ex Atalanta sarebbe dovuto essere uno dei futuri pilastri della Juventus, ma alla fine l'imprevedibilità del mercato lo ha portato, dopo un solo mese in bianconero, a vestire il rossonero del Milan e a comporre, insieme al probabile capitano del futuro Romagnoli, una delle coppie difensive più giovani e interessanti del panorama internazionale. E' ovvio che entrambi i giocatori, nonostante i loro trascorsi in Under-21, debbano ancora trovare la giusta intesa, ma casomai dovessero trovarla, il Milan avrebbe sistemato il reparto difensivo per i prossimi 10 anni. 

Discorso più complesso riguarda il Pipita Higuaín: il centravanti argentino è stato sacrificato all'altare dal duo Marotta-Paratici per riuscire a rientrare nelle spese per l'affaire Ronaldo, liberandosi di un ingaggio consistente (7.5 milioni di euro a stagione) ed evitando una minusvalenza su un cartellino costato 90 milioni di euro e che a bilancio ne costava 54. Higuaín lascia la società piemontese dopo sole 2 stagioni condite da 55 gol tra campionato e coppe, numeri da capogiro che nessun attaccante è riuscito ad eguagliare o ad avvicinare al Milan nelle ultime 6 stagioni, ovvero dal traumatico post-Ibrahimovic. Per il Milan e per Higuaín, questa stagione potrebbe rappresentare un vero e proprio spartiacque: per i primi potrebbe essere finalmente la fine della ricerca dell'animale da gol che è tanto mancato in questi anni, anche se la carta d'identità è impietosa (31 anni a dicembre); mentre per il secondo potrebbe essere l'ultima grande occasione per mostrare il proprio valore ad alti livelli trascinando il Milan verso l'agognato ritorno in Champions e ad un'affermazione continentale in Europa League, sfatando il tabù che lo vorrebbe poco decisivo nelle occasioni che contano.

In soldoni: hanno davvero vinto tutti? Solo il tempo ce lo dirà.

Juventus Press Conference
Fonte: l'autore Stefano Boffa

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