Marotta out: per una Juve internazionale

Analisi dei motivi che hanno portato alla drastica decisione di separare le strade dell'a.d. Beppe Marotta e della Juve

di Gianmarco Puglisi
Gianmarco Puglisi
(24 articoli pubblicati)
Juventus Shareholders Meeting

Juve Napoli 3-1. Non è un caso che sia avvenuta proprio dopo questo trionfo juventino e del suo rinnovamento, rappresentato da Cristiano Ronaldo, la dichiarazione di Marotta a Sky: dal 25 ottobre non sarà più amministratore delegato della Juventus, rimarrà solo direttore area sport ma per un altro periodo limitato. La scelta dell’annuncio ha un tempismo perfetto, le borse chiudono il sabato sera e in più c’erano state delle voci in mattinata, per evitare fraintendimenti era giusto fare un comunicato ufficiale.

Molti sono rimasti colpiti da questa scelta, dalle modalità e i tempi di questa. Altri, come Walter Veltroni (politico, giornalista ex sindaco di Roma) si sono detti non stupiti: “Anche se Marotta è un grande dirigente, e potrebbe anche proporsi in FIGC, la Juve si sta evolvendo ed è normale che le strade si dividano. L’annuncio è stato dato in stile Juve, solita signorilità”. In effetti già da tempo non si respira un’aria di totale coesione fra le figure bianconere. Agnelli ha ribadito molte volte che l’idea e il progetto Ronaldo sono nati da Paratici. L’ormai ex a.d. non si era neanche presentato alla conferenza stampa del colpo del secolo, ancora non convinto fosse una buona strategia dare a un giocatore di 33 anni ben quattro anni di contratto (e che contratto!). La bassa competenza e visione internazionale non piace alla proprietà, che punta invece a un’internazionalizzazione della Juve e il sogno è quello di alzare il fatturato dai 450 ai 600 milioni (al pari dei top club europei), e far vestire tutti i bambini del mondo con la maglia bianconera di Ronaldo.

In fondo è quello che è mancato negli ultimi sette anni alla Juve che in Italia vince tutto ma che in Europa si spaventa. Perciò si cerca un profilo diverso, più orientato verso il marketing, verso il mercato internazionale (per esempio quello asiatico) e con grande esperienza mondiale. Ormai le società ricercano un salto industriale per necessità. I possibili nomi per rincalzarlo (per ora non confermati) sono quelli di Zidane e Uva. Eventualmente potrebbe prendere più potere Nedved, che in questi anni in dirigenza ha imparato molto.

Finisce qui quindi l’avventura di Marotta in bianconero. Ripensando al suo operato vengono in mente le tante genialate e parametri zero durante le sessioni di mercato. Si rimembrano le numerose esultanze insieme al suo staff dopo un goal. Bei ricordi che faranno male anche ad Agnelli, ma se c’è una caratteristica della Juventus è quella di saper prendere delle decisioni dolorose se posta davanti a delle necessità impellenti. Beppe, chiedilo a Buffon e Del Piero…

Fonte: l'autore Gianmarco Puglisi

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