Mario Balotelli: c’è posto per te

Vediamo perché l'attaccante bresciano può ancora essere utile a Mancini, e alla causa azzurra

di Giuseppe Di girolamo
Giuseppe Di girolamo
(76 articoli pubblicati)
Saudi Arabia v Italy - International Fri

Eccoci di nuovo, come periodicamente accade, a parlare del ruolo di Balotelli, all'interno della nazionale italiana. O meglio, se Balotelli merita un ruolo nella nazionale italiana. 

Mancini ha parlato chiaro, la porta non è chiusa per nessuno, nemmeno per Buffon, che avrebbe già dato ufficialmente l'addio all'azzurro, figuriamoci quindi per il bresciano, che tra l'altro il tecnico della nazionale conosce benissimo, avendolo avuto all'Inter e al Manchester City. E secondo me è l'atteggiamento giusto, da parte del tecnico di Jesi. Non vedo perché escludere a priori un elemento come Mario, bizzoso e capriccioso quanto si vuole, ma che possiede le qualità per rendersi utile alla causa azzurra. Certo, bisogna prenderlo nel modo giusto, se gli si fa la predica, Balotelli non ascolterà e farà di testa sua, come ha sempre fatto con chi ha tentato di catechizzarlo. Mario ha bisogno di coccole, di sentirsi importante, non che questo voglia dire garantirgli un posto, ma se lo si rende parte del gruppo, se gli si fa capire che c'è bisogno anche di lui per tornare in alto, sono sicuro che darà il sangue per la nazionale. 

Certo, costruire la nazionale su di lui, assolutamente no! Prandelli ci ha provato all'Europeo nel 2012 e al Mondiale nel 2014 e possiamo dire tranquillamente che quello di leader, non è il ruolo di super Mario. Vi immaginate Ronaldo, Messi o Ibrahimovic, che per rendere bene in campo, si fanno coccolare dai loro tecnici? No, non è di quella pasta, il bresciano di ebano. Ma i grandi spettacoli non si fanno solo coi protagonisti, ci sono i coprotagonisti, i ruoli secondari e le comparse. 

Io credo che Balotelli possa essere uno di quei giocatori che aiutano a sbloccare certe partite, quelli che generalmente subentrano nel secondo tempo, uno di quegli elementi detti "della provvidenza". Molti nella storia del calcio hanno costruito una grande carriera assumendo questo ruolo, solo all'apparenza secondario, ma che è invece di vitale importanza. Chiedete a ogni allenatore quanto è indispensabile avere un valido elemento che possa subentrare, senza per questo essere una riserva. Il dodicesimo uomo, uno di quelli che ti fa cambiare modulo, che ti fa spostare il baricentro, o che ti aiuta a tenere palla.

Certi treni sono ormai passati, il ruolo di re della foresta non è più disponibile, ma se Mario Balotelli vuole, per lui, c'è comunque posto.

Fonte: l'autore Giuseppe Di girolamo

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