Mancio hai da lavorare, ma la strada con Chiesa è quella giusta…

L'Italia è un cantiere aperto, ma le sfide con Polonia e Portogallo hanno portato la prima certezza: questa nazionale va costruita attorno a Federico Chiesa

di Antonio Siracusa
Antonio Siracusa
(29 articoli pubblicati)
Italy v Poland - UEFA Nations League A

Le due partite di Nations League hanno portato la consapevolezza che questa squadra ha moltissimo da lavorare, ma ha anche ampi margini di crescita, per fare cose importanti. Del resto non si può pensare, appena pochi mesi dopo dal disastro della non qualificazione mondiale, di avere già una squadra super competitiva. Bisogna dare tempo e modo a Mancini e ai suoi giovani talenti di lavorare e crescere. Non dimentichiamoci che abbiamo giocato contro due nazionali di livello, tra cui il Portogallo campione d'Europa in carica, e nonostante tutto si sono viste anche cose interessanti, come ad esempio il secondo tempo con i polacchi, che è stato di assoluto valore. Due soprattutto i temi e i nomi su cui si  sono scatenati dibattiti: Mario Balotelli e Federico Chiesa. Due facce completamente diverse della stessa moneta. Il primo irritante e inutile, il secondo, assolutamente imprescindibile.

Mancini deve ripartire proprio da queste due differenti certezze. Balotelli sostituito da Belotti dopo pochi minuti nel secondo tempo con la Polonia e in tribuna a Lisbona. La sua prestazione, nella gara di Bologna, è stata pessima, tra i peggiori in campo. Un continuo ciondolare che ha avuto come effetto quello di non dare nessun riferimento ai compagni lì davanti. Il suo essere molto statico non ha dato modo di poter trovare linee di passaggio e spazi per potersi inserire senza palla in maniera efficace, tra le maglie bianche dei difensori polacchi, che hanno potuto così passare un primo tempo di assoluto relax. Al contrario del suo collega granata, che è entrato in campo con uno spirito indomito, correndo come un forsennato, inseguendo e pressando tutti in ogni zona del campo. Anche i raccattapalle fuori dal rettangolo verde, se avesse potuto, tanto era la sua carica agonistica e la voglia di far bene. A fine gara si dirà che il buon Mario non era in buone condizioni, e allora mi chiedo come è possibile preferire un Balotelli non in forma a un Belotti in condizione smagliante. Al suo posto con il Portogallo abbiamo visto Zaza, che perlomeno, almeno nel primo tempo, ha creato qualche grattacapo alla difesa lusitana risultando essere alla fine tra i migliori dei suoi.

Ma è soprattutto su Federico Chiesa che bisogna puntare forte. Il suo ingresso con la Polonia ha letteralmente cambiato volto alla squadra. Accelerazioni e strappi continui, personalità e grande tecnica al servizio dei suoi compagni. Da una di queste è nato il fallo da rigore trasformato in maniera esemplare da Jorginho. Con il Portogallo non ha particolarmente brillato ma la sensazione è che questa nazionale non può fare a meno di lui. Mancini deve assolutamente farlo giocare da titolare sempre, facendolo diventare un punto fermo di questa squadra. Anche perché, nel panorama nazionale calcistico, appare l'unico talento cristallino che ad oggi abbiamo. Un potenziale fuoriclasse, pronto a spiccare il volo in maniera definitiva in questa stagione. Mancini, che di campioni se ne intende, essendolo stato anche lui da calciatore, sono sicuro che non gli sarà passata inosservata le prestazione del calciatore della Fiorentina, ma soprattutto il suo potenziale. Attaccante esterno, destra o sinistra appare indifferente, talmente è bravo a giocare con entrambi i piedi, anche centravanti nel senso più classico del termine se serve. Una punta completa ed ecclettica, oltre appunto ad una tecnica sopraffina. Su di lui bisogna puntare forte: per dare vita definitivamente ad una nuova storia azzurra, per scriverne una nuovo capitolo che ricorderemo e titoleremo come la nazionale di Federico Chiesa. C'è da scommettere che ci divertiremo molto.

Fonte: l'autore Antonio Siracusa

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