Mancini-Balotelli, unità d’intenti al servizio della Nazionale

E se in Mario rivedesse se stesso e le occasioni perse? Tramite i suoi errori Balotelli potrebbe evitarne e diventare finalmente un giocatore completo

di Roberto Leonardi
Roberto Leonardi
(34 articoli pubblicati)
Balotelli Mancini

Polonia e Portogallo sono le nostre prime avversarie nella neonata competizione Uefa Nations League, credo questo sia noto a tutti, com'è noto che l'allenatore attuale della nazionale, intendo quello ufficiale, tolti i milioni di tecnici da bar, è Roberto Mancini.

Quello che resta di sconosciuto è il futuro di questa squadra, come quello di tutte del resto, ma visto che viene considerato l'anno zero per noi esclusi dal Mondiale, quello dal quale ripartire, è una bella aspettativa verso il Mancio, resa ancora più ignota dal destino che potrà avere Balotelli in questa prova di fiducia, una scommessa nella scommessa.

Che il ct lo stimi è evidente, è lui che ho lanciato diciassettenne in serie A, la stessa età in cui esordì Mancini (Curiosamente contro la stessa squadra, il Cagliari). È sempre lui che lo volle al Manchester City  dopo che le rispettive esperienze all'Inter si erano concluse in modo aspro, ed ora è lui a riaprire a Mario le porte della nazionale, chiuse nel disgraziato mondiale brasiliano di quattro anni fa.

Lo stesso Mancini ha avuto una storia travagliata nella nazionale maggiore, complice un carattere spigoloso, a cominciare dal ritiro azzurro durante la tournée del 1984 quando, dopo aver sostituto Giordano in due amichevoli, uscì nella notte di New York insieme ad alcuni compagni. Non c'erano divieti particolari, ma visto che era il più giovane al debutto in azzurro, Bearzot avrebbe preferito un comportamento più professionale. Questo comportò una lavata di capo e l'esclusione fino alla fine del suo mandato.

Con Vicini, dopo la bella esperienza con l'under 21, ritorna in nazionale, ma dopo una buona partenza, iniziano attriti tra i due e Roberto non giocherà nemmeno la finale per il terzo posto di Italia 90. Non avrà spazio neanche con gli schemi rigidi di Sacchi e chiuderà con 34 presenze la sua carriera con l'Italia, indubbiamente poche per uno dei talenti più splendenti della sua generazione.

E se in Mario rivedesse se stesso e le occasioni perse? Mancini agli europei del 1988, dopo il gol (il primo in nazionale) contro la Germania, fece uno slalom tra i compagni, e corse col dito puntato sotto la tribuna stampa gridando un po’ di tutto ai giornalisti scettici. Ovviamente questo non lo aiutò nell'accattivarsi la critica calcistica, ma fu un gesto spontaneo quanto rabbioso, di scarico, alla Balotelli. Il mister sa quanto può aver lasciato per strada a causa delle sue intemperanze da giocatore, e se avesse capito che tramite i suoi errori, Balotelli potrebbe evitarne, e diventare finalmente un giocatore completo? Uno dei trascinatori di questa squadra?

A 28 anni potrebbe esserlo, dopo Bonucci e Chiellini è il terzo per presenze in queste convocazioni per l’Uefa Nations League, è il momento di prendersi la responsabilità di trainare il gruppo giovane che arriva, dalla A di Alessio Romagnoli alla Z di Zaniolo.

Allo stesso modo guidare la nazionale è un traguardo importante per un tecnico, un punto d'arrivo, il ct ha l’occasione di correre ancora sotto le tribune zittendo gli sfiduciati, in un modo che la maturità e il ruolo che riveste impongono in maniera più diplomatica, magari in silenzio, e godendo di un riscatto esclusivamente personale per perdonarsi gli errori di una gioventù emozionale ed impulsiva.

Per fare tutto questo ha bisogno (anche) di levigare alcuni lati del suo allievo prediletto, viceversa, è l’ultima possibilità per l’allievo di mostrarsi ad alti livelli. A volte queste esigenze reciproche, queste unità d'intenti, dichiarate o meno, riescono a moltiplicare le forze, non semplicemente ad unirle. Magari mentre Balotelli esce finalmente dal ruolo scomodo di eterna promessa, e il Mancio riassapora e redime un ritaglio di giovinezza, noi tutti ritroviamo passione per la nostra rappresentativa!

Fonte: l'autore Roberto Leonardi

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