Manchester City-Tottenham: oltre lo spettacolo

Nel derby inglese di Champions League la spuntano i londinesi, nonostante la sconfitta per 4-3, in una delle partite più emozionanti della stagione.

di Marco Annesanti
Marco Annesanti
(7 articoli pubblicati)

È stata una partita pazzesca, spettacolare e dal ritmo alto (a tratti vertiginoso) quella conclusasi all’Etihad Stadium tra Manchester City e Tottenham che, nonostante abbia visto trionfare i padroni di casa per 4-3, non ha permesso ai Citiziens di approdare in semifinale.

La partita è stata impostata in modo diametralmente opposto dai due tecnici: Guardiola ha preteso che la sua squadra dominasse il gioco, spostando spesso il pallone da una fascia all'altra e attuando un pressing alto ai danni degli avversari, mentre l’obiettivo di Pochettino era intasare le vie centrali per poi ripartire in contropiede sfruttando la velocità nettamente superiore dei suoi attaccanti rispetto ai centrali difensivi locali. I primi due gol realizzati dal City nel primo tempo sono stati frutto di un possesso molto veloce in cui gli inserimenti senza palla dei centrocampisti hanno permesso di liberare lo spazio per le conclusioni. Nella prima rete è D. Silva ad attaccare l’area di rigore costringendo Wanyama a seguirlo e, conseguentemente, a impedirgli di raddoppiare la marcatura su Sterling. Nella seconda, invece, è stato De Bruyne a tagliare dentro l’area, costringendo Rose a stringere per seguirlo e liberando così B. Silva alle sue spalle per il tiro.

Il terzo gol è dovuto all'ingenuità dei giocatori del Tottenham che non si sono messi davanti al pallone per impedire la battuta rapida della punizione. A quel punto è  stato molto bravo De Bruyne prima a sfruttare il 2 vs 1 sull'esterno e poi a crossare forte e radente sul secondo palo per l’accorrente Sterling. Gli Spurs, in precedenza, però, si erano portati in vantaggio di 2-1 favoriti da due errori individuali di Laporte. Il francese, in occasione del pareggio, si è fatto trovare troppo statico al limite dell’area di rigore ed è intervenuto col passo lungo, non riuscendo a dare forza sufficiente al pallone per allontanarlo. Nella seconda rete, invece, ha commesso un errore tecnico imperdonabile, controllando male il pallone e favorendo l’intervento di Lucas Moura e la ripartenza rifinita magistralmente da Eriksen che tra servire l’accorrente (e oggi estremamente fuori partita) Alli e il più laterale Son, ha scelto quest’ultimo permettendogli il tiro a giro che è valso il vantaggio.

Al momento del 2-2 Pochettino, tuttavia, ha deciso di cambiare assetto tattico, preoccupato dalla spinta del City sugli esterni, passando dal 4-3-1-2 al 4-2-3-1 per difendere meglio le fasce, ma lasciando il gioco in mano ai locali.
Nel secondo tempo il Tottenham ha faticato ad uscire dalla propria metà campo per via della costante pressione del team di Guardiola che, con le sue mezzali (in particolare De Bruyne), ha aggredito alle spalle la linea di centrocampo avversaria creando favorevoli occasioni tra cui quella del 4-2. Il belga si è spostato in “zona luce” alle spalle della linea mediana Spurs per poter ricevere il passaggio e superare palla al piede prima uno spaesato Alli e poi Rose e Wanyama, in ritardo nel chiudere, per offrire, infine, un assist al bacio per la rete del Kun Aguero. A quel punto Guardiola ha deciso saggiamente di inserire un equilibratore (Fernandinho) ma i suoi piani sono andati in fumo per via del 4-3 di Llorente.

Il finale di partita è somigliato ad un’esercitazione tattica simile a quelle che si vedono fare in allenamento: la squadra che attacca fa girare il pallone cercando il varco giusto per sferrare il colpo, la squadra che difende cerca di comprimere il più possibile lo spazio tra i reparti. Il risultato è stato una difesa a oltranza degli ospiti, tutti dietro la linea del pallone negli ultimi 35 metri della propria metà campo. In questo modo è stata tolta ogni velleità di profondità alla squadra locale, costretta, perciò,a buttare in area palloni alti e poco pericolosi. Solo l'errore in uscita di Eriksen con il conseguente gol di Sterling, annullato dal VAR, ha fatto tremare (e non poco) gli Spurs. Manchester City–Tottenham è stata questo: tanta tattica, oltre lo spettacolo.

Felicità Spurs
Fonte: l'autore Marco Annesanti

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