L'”uragano” non fa danni, Perisic sì: la Croazia d’Italia in finale

Un gol dell'interista ed uno dello juventino capovolgono il risultato e regalano una finale storica alla Croazia. A Mosca ci sarà la rivincita di Francia '98

di Antonio Salvati
Antonio Salvati
(68 articoli pubblicati)
Mandzukic e Perisic

Vedi quanto è bello e strano il calcio? Gira bene tutto, ogni cosa va per il verso giusto, poi, all'improvviso il Fato si rivolta contro e tutto quanto fatto di buono viene cancellato in un momento. Chiedete ad Harry Kane per ulteriori conferme: il centravanti del Tottenham, praticamente infallibile prima della semifinale, stecca nell'appuntamento più importante e l'Inghilterra dice addio ai sogni di gloria che potevano diventare realtà, dopo 52 anni di attesa.

E invece il sogno resterà tale poiché a Mosca, contro la Francia, ci andrà la Croazia, per una finalissima poco pronosticabile alla vigilia ma che, a conti fatti e partite viste, mi sento di dire meritata da entrambe le squadre. La Croazia non mi aveva entusiasmato contro Danimarca e Russia, qualificandosi anche con una buone dose di fortuna. Contro l'Inghilterra, invece, la squadra di Dalic ha dato prova di grande carattere e ordine tattico che, alla lunga, ha messo in crisi l'Inghilterra.

Certo, l'incubo della terza gara consecutiva ai calci rigori era dietro l'angolo, non fosse stato per la zampata vincente di Mandzukic, che ha deciso l'incontro ai supplementari. Va detto, comunque, che dopo  un primo tempo sofferto, la Croazia è emersa alla distanza, riuscendo a pareggiare con un gran gol Perisic la splendida punizione di Trippier che aveva dato il vantaggio iniziale agli inglesi. Un gol giunto forse troppo presto (era il quinto minuto) per pensare di gestire un scarto minimo fino al novantesimo. 

L' occasione per chiuderla l'Inghilterra l'ha anche avuta ma Kane, si è fatto, nella stessa azione, prima ipnotizzare da Subasic per poi concludere sul palo la successiva respinta. Errore grave per uno che in questa rassegna è stato praticamente spietato. Ma, come detto prima, basta un episodio e il bianco, di colpo, diventa nero.

Va detto che "l'uragano" è stato davvero mal supportato dai suoi compagni, apparsi fisicamente sulle corde rispetto agli avversari, che acquisivano fiducia nei loro mezzi col passare dei minuti e conquistando preziosi metri di campo grazie ad un centrocampo muscoli e fosforo ed un attacco non proprio incisivo nei sedici metri ma tremendamente propenso al sacrificio. 

Alli e Lingard non al meglio, Sterling ha confermato le sue difficoltà con la maglia dei "Tre Leoni"; solita partita fatta di tanto movimento ma poca sostanza. Al suo posto Rashford non ha fatto tanto meglio. Le uniche fonti "vive" da cui attingere erano i due esterni: Young non ha ripetuto la brillante prova contro la Svezia, Trippier è stato il migliore dei suoi, per il gol e per i chilometri macinati durante la gara fino alla sua uscita a causa di un guaio muscolare che ha costretto Southgate a giocare gli ultimi minuti in dieci contro undici, avendo già utilizzato la quarta sostituzione.    

Con Kane facilmente disinnescato dai centrali croati, supportati da un Vrsaljko alla sua miglior prova di questo mondiale, la Croazia ha sfruttato al meglio le sue occasioni nelle quali Perisic ha dato il meglio di se: un gol geniale (assist proprio di Vrsaljko), un palo che poteva consegnare la finale alla Croazia prima dei supplementari ed assist per il gol partita di Mandzukic. Per l'interista, dopo un primo tempo anonimo, un crescendo inarrestabile a sublimare un'ora di grandi contenuti tecnici e tattici. 

E dunque sarà Francia v Croazia, una rivincita della semifinale di Francia '98, decisa da una doppietta di Thuram (quando si dice il destino). Un traguardo straordinario per una nazione di 4 milioni di abitanti, 50 milioni in meno dell'Inghilterra che, come nel 1990, si arrende ad un passo dalla finale. Southgate diceva che arrivare ai quarti sarebbe stato un successo, ma non so se adesso sia così contento. Però una cosa è sicura: l'Inghilterra può essere la squadra del futuro, se lima quei difetti che oggi le hanno impedito di raggiungere la finalissima. Non è ancora tempo di svegliarsi: il Mondiale resterà un sogno per altri quattro anni.

Fonte: l'autore Antonio Salvati

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