Luka Modric, dalle bombe di Zara alla finale mondiale

Viaggio all'interno dell'incredibile storia umana vissuta dal capitano croato ai tempi della guerra di indipendenza della Croazia.

di Jacopo Sansuini
Jacopo Sansuini
(29 articoli pubblicati)
Luka Modric capitano della Croazia

Primi mesi dell'anno 1991 Zara, città di 75.082 anime della Dalmazia croata che si affaccia sull'Adriatico. La guerra di indipendenza della Croazia è scoppiata da poco con le forze leali del governo Croato che avevano dichiarato la propria indipendenza dalla Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, controllata da forze serbe. Proprio in questa cittadina , il 9 settembre del 1985 è nato Luka, il protagonista della nostra storia. Luka agli inizi dell'anno 1991 non ha ancora compiuto sei anni, è mingherlino è gracile, con un caschetto biondo che lo contraddistingue. Ed ha una passione, un amore, il calcio. Corre infatti dalla mattina alla sera dietro ad un pallone.

 E' un ragazzo felice Luka, spensierato, e pieno di sogni per il futuro. Un giorno però tutto cambia, il suo mondo felice si trasforma in un incubo, troppo reale e troppo crudele per essere vero agli occhi di un bambino. La guerra tra Serbia e Croazia è scoppiata da poco, ed un giorno del 1991 arriva a bussare tremendamente alla sua porta. Il nonno, dal quale ha preso il nome, viene brutalmente assassinato da serbi. Cambia tutto. Il piccolo Luka e la sua famiglia sono ora dei rifugiati di guerra e trovano riparo all'hotel Kolovare di Zara. Il piccoletto biondo però, nonostante attorno, il mondo continuasse a farsi del male, quando poteva usciva dalla sua stanza d'albergo e si metteva nel cortile a tirare calci al suo amato pallone. Erano momenti spensierati, pieni di gioia, momenti in cui il piccolo Luka si estraniava dal contesto terribile in cui era. Momenti che però venivano spesso interrotti dal suono della sirena che preannunciava azioni belliche. Luka cresce e dall'atrio dell' hotel Kolovare, si sposta a giocare nei campetti di Zara. La paura dello bombe è però sempre li, presente nel cuore e nella testa di quei ragazzini.

 Il nostro Luka nel frattempo, gioca a calcio in maniera divina, non tocca il pallone, lo accarezza. Il suo sogno è quello di giocare un giorno per l'Hajduk Spalato, ma per la sua piccola stazza viene bocciato e non passa il provino. Luka è distrutto. Pensa che il sogno di diventare un giocatore di calcio si sia già interrotto. Ama il pallone, ma non vuole più giocarci, troppo forte la delusione. Ma ecco che entra in scena un personaggio chiave nella storia del nostro Luka. Lui è Tomislav Basic, che si innamora  del suo calcio e lo porta a giocare nelle giovanile del NK Zarad. I genitori di Luka però sono poveri, e suo padre per comprargli un paio di scarpette adatte fa degli enormi sacrifici. Il ragazzino però cresce bene, calcisticamente parlando ed inizia presto a far parlare di se. Intanto al suo fianco c'è sempre Basic, che lo coccola e lo tratta come un figlio. Arriviamo all'anno 2001, quando il piccoletto biondo, sta per entrare nelle giovanili della Dinamo Zagabria, rivale storica dell' Hajduk. Bastano tre stagioni ad alto livello ed il Tottenham lo chiama spalancandogli le porte della Premier. Quattro anni in crescendo lo portano alle attenzioni del Real Madrid che nell'estate del 2012 gli apre i cancelli della "casa blanca", con la quale vincerà tutto quello che c'è da vincere, comprese quattro Champions League di cui le ultime tre consecutive.

Domani allo stadio  Luzniki di Mosca però la sfida più importante della sua vita. La sua Croazia, di cui è capitano è ad un passo dal diventare campione del Mondo. Nemmeno la storica nazionale del 1998 si spinse così vicina al sogno iridato. L'esile ragazzino biondo sfuggito alle bombe di Zara, ed agli orrori della guerra può ora prendersi questa rivincita. Proprio lui, a cui il Mondo ha portato via una delle cose più sacre per un bambino ossia la spensieratezza, ora può rifarsi. E' vero indietro non si torna, il passato e soprattutto quel tipo di passato rimarranno per sempre. Ma domani Luka può rendere giustizia e realizzare il sogno di quel bambino dal caschetto biondo, il cui desiderio era quello di poter un giorno giocare per la sua nazione e di portarla sul tetto de Mondo. 

I due volti di Luka Modric bambino e adu
Fonte: l'autore Jacopo Sansuini

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