L’Italia riparte dal Mancio e da una manciata di campioncini

In vista delle prossime sfide contro Finlandia e Liechtenstein, valevoli per le qualificazioni ad Euro 2020, facciamo il punto sulla Nazionale di Mancini

di Giuseppe Colicchia
Giuseppe Colicchia
(70 articoli pubblicati)
Italy Training Session And Press Conference

Roberto Mancini, dal primo giorno in cui ha preso l’incarico di commissario tecnico della Nazionale italiana (15 Maggio 2018), ha avuto subito molte idee su come costruire la “sua Italia”. Il nuovo CT era stato chiamato a risollevare le sorti della Nazionale in vista dei prossimi impegni e di far ritrovare l’entusiasmo ai tifosi italiani, dopo la clamorosa esclusione dai Mondiali sotto la guida di Ventura. Mancini è un tecnico abituato a vincere, lo era già da calciatore. Da quando ha intrapreso la carriera da allenatore la sua bacheca dei trofei è aumentata a dismisura. Ha fatto la storia dell’Inter vincendo 3 campionati di fila, due Coppe Italia e due Supercoppe Italiane, e ha gettato le basi della squadra che vinse tutto sotto la guida di Mourinho. Altre 3 Coppe Italia le aveva vinte guidando la Fiorentina e la Lazio, e poi le avventure estere in Inghilterra con il Manchester City e in Turchia con il Galatasaray, avventure nelle quali non sono mancati i trofei (uno su tutti lo storico campionato inglese del 2011-2012 vinto all'ultima giornata).

Il tecnico jesino è riuscito in poco tempo a dare un'impronta chiara agli Azzurri. La squadra di Mancini ha radici solide, la "C" e la "T", che insieme formano l’idea di calcio che il CT sta portando avanti: "C" come carattere e "T" come talento. Il carattere, che era mancato agli Azzurri quando non sono riusciti a battere la Svezia, adesso è presente in molti calciatori che fanno parte del gruppo. I veterani come Chiellini e Bonucci, pilastri difensivi  abituati a vincere e dotati di carattere e carisma; i giovani in rampa di lancio come Barella e Chiesa: due ragazzi abituati a lottare come dei leoni, personalità da vendere, carattere e talento. Secondo alcuni manca ancora il vero talento in questa squadra, ci sono bravi giocatori e potenziali talenti che devono ancora crescere. Ma il talento, quando c’è, si vede subito. Sono bastate poche partite a Nicolò Zaniolo per far innamorare di lui tutta Italia, i maggiori club cominciano ad essere seriamente interessati a lui e le cifre di mercato impazzano; se non è talento questo…

Roberto Mancini, che da calciatore giocava in avanti, è ancora alla ricerca del suo numero 9 ideale. Sono molti i centravanti in prova e una cosa è sicura: l’età e il curriculum non contano. Immobile e Belotti hanno continuato a fare parte del gruppo, così come Insigne, che ha incuriosito non poco il CT dopo averlo visto nel nuovo ruolo in cui lo sta impiegando Ancelotti al Napoli. Una chance di riscattarsi era stata offerta a Balotelli, e non è detto che non gliene siano concesse altre (questa volta è fuori dalla lista dei convocati, così come Belotti e Insigne). Fabio Quagliarella ritrova la convocazione in Nazionale dopo tanto tempo, grazie alla sua straordinaria stagione con la Sampdoria (record di Batistuta eguagliato e primo nella classifica cannonieri). Lui un "vecchietto" (come ha ironizzato lui stesso in varie occasioni) e dall'altra parte un "bambino": Moise Kean, che era stato convocato per la prima volta da Mancini il 16 Novembre del 2018 , ritrova la convocazione dopo essersi messo in mostra con la Juventus nelle ultime partite. Convocati anche Pavoletti e Lasagna.

Siamo ancora sicuri che manchi il talento a questa squadra? In porta c’è il futuro della Nazionale, Gianluigi Donnarumma. Il centrocampo è talento puro, il Mancio lo sa e sembra intenzionato a farli giocare quasi tutti insieme: Cristante, Verratti, Barella, Jorginho, Sensi e Zaniolo. Gli esterni: Grifo, El Shaarawy, Chiesa (infortunatosi e costretto ad abbandonare il gruppo), Politano e un Federico Bernardeschi in formissima, che ha incantato tutta Europa dopo la grandissima partita in Champions contro l’Atletico. Dove può arrivare questa Nazionale? Probabilmente è presto per dirlo, ma sembra che tutto stia andando per il verso giusto, seguendo le indicazioni del CT e portando sul terreno di gioco la C e la T. Buona fortuna, Italia!

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Fonte: l'autore Giuseppe Colicchia

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