L’Italia pronta per il presente e con lo sguardo rivolto al futuro

Alla vigilia del  doppio impegno di qualificazione ad Euro 2020 il gruppo di Mancini appare solido e coeso per guardare con fiducia al futuro

di Leandro Malatesta
Leandro Malatesta
(122 articoli pubblicati)
Italy Training Session And Press confere

Ciò che è stato può tornare ad essere? Con questo interrogativo dai toni filosofici Roberto Mancini e la nazionale azzurra lanciano la sfida per la qualificazione ad Euro 2020. Il cammino verso la prima edizione itinerante della rassegna continentale parte con il doppio impegno che vedrà l'Italia affrontare rispettivamente la Finlandia (il 23/03 ad Udine) e il Liechtenstein (il 26/03 a Parma). Ritornando alla domanda di apertura articolo è ovvio dare spazio alla speranza ma considerando anche un saldo "retroterra" tecnico e d'esperienza.

Il ciclo inaugurato dall'ex allenatore di Inter e Manchester City ha sin da subito lasciato intravedere l'importanza dei giovani (vedasi il caso Zaniolo) ma un altro segnale importante che va colto è come Mancini sia piuttosto attento ai nostri ragazzi che giocano all'estero.

Emblematici sono i casi di Vincenzo Grifo (nato in Germania da genitori italiani ed attualmente ingaggiato dal Friburgo), Cristiano Piccini (attualmente al Valencia e simbolo del "nemo propheta in patria" in quanto ha trovato la propria dimensione solo andandosene a giocare fuori dal nostro paese), Jorginho (Chelsea) e Marco Verratti (PSG).

Tutti questi nomi sono la rappresentazione di quanto nonostante tutto il nostro calcio abbia la possibilità di far sentire la propria voce pure oltre i confini nazionali; in tal caso le competenze acquisite dai nostri calciatori "di ritorno" possono portare un accumulo di saperi utili alla causa azzurra. Esperienza estera, gioventù ed un pizzico di maturità (con gli esempi di Bonucci e Chiellini) sono un mix che potrebbe davvero rivelarsi importante per aprire un ciclo capace di non sfigurare con il nostro passato carico di trionfi.

Inoltre poi caratteristica fondamentale che Mancini non dovrà dimenticare è come la nazionale italiana abbia sempre trovato nella coesione del gruppo quel qualcosa in più in grado di fare la differenza ed in tal senso gli esempi luminosi nati dalle difficoltà sono molteplici (come accaduto ad esempio in occasione dei Mondiali di Spagna 1982 o nel 2006); tali paragoni stanno lì a dire che se il percorso appare difficile l'Italia sa cementarsi e ripartire con slancio e per questo va detto come perdere il passato potrebbe voler dire perdere il futuro.

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Fonte: l'autore Leandro Malatesta

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