L’Italia pallonara presa a calci da dirigenti completamente inadeguati

Un paese in declino, dove i selfie e i social hanno distrutto la fantasia e che hanno prodotto idee malsane che hanno distrutto il nostro sport preferito

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(404 articoli pubblicati)
Italy v Poland - UEFA Nations League A

La penosa partita della nazionale contro la Polonia nel nuovo torneo "Nations League" e tutto quello che sta succedendo al   Coni e in Figc impongono doverose riflessioni. La nostra nazionale è lo specchio di quello che è diventato il nostro Paese: un declino inarrestabile; e non abbiamo visto ancora niente.

Roberto Mancini non può fare miracoli visto il materiale, prima umano che tecnico, davvero modesto. Giocatori attenti ai social, ma non alle marcature (una volta eravamo la patria dei difensori e ora non sappiamo neanche guardare gli avversari da lontano), dirigenti attenti solo a un inutile e dannoso potere da gestire. Manca un progetto e l'eliminazione dal mondiale di calcio, vergognosa e non sarà l'ultima macchia ne verranno altre, non ha insegnato nulla. Abbiamo, come nel nostro Paese accade da troppi anni, dirigenti mediocri attaccati alle poltrone che non hanno nessuna visione e nessun rispetto delle regole. Non c'è una idea, non si sottopongono i problemi a una soluzione perché guardati spesso nella prospettiva sbagliata.

Un mondo in declino, va detto: il torneo europeo nuovo, davvero inutile, ha mostrato partite invereconde e deludenti e un livello tecnico modestissimo in ogni parte del mondo. Il Mondiale di Russia, il peggiore di sempre dal punto di vista tecnico nonostante la promozione dei canali Mediaset (autocelebrativi), ha mostrato una modestia mai vista.

Con questa storia della corsa a prescindere, dei raddoppi di marcatura, con difese arroccate, con un estenuante e noioso "possesso palla" (termine che odio e che nel calcio, come diceva il grande Brera, equivale a una sorta di onanismo calcistico), con le transizioni (una volta si chiamava contropiede) e con i perenni retropassaggi al portiere , la gente si è stufata di vedere il calcio.

Lasciando stare il discorso tecnico (nelle giovanili si predilige il fisico al dribbling e non si forma più nessuno negli oratori perché i nuovi genitori pur di fare stare zitti i figli li stordiscono con lo smartphone), c'è un discorso politico da affrontare.

La Figc è perennemente commissariata: il 22 ottobre altra chiamata con possibile fumata bianca, si spera, ma non sarà risolto il problema. Ci vuole gente competente e non  politicanti alla Lotito o alla Tavecchio (o chi per loro, tanto a livello di ignoranza sono perfetti rappresentanti di un paese ormai concentrato sui selfie e su Facebook che si è dimenticato di viverla la vita): gente che sappia che bisogna avere stadi nuovi e a norma (senza bypassare le regole),  che il bel gioco ma che anche le norme devono essere rispettate.

Il caso B è lampante: per 700.000 euro in più si sono violate tutte le regole sui format (bastava una programmazione e più retrocessioni e questo caos non ci sarebbe stato) e si è arrivati allo scontro istituzionale. Guardando alle regole le 22 squadre sono obbligatorie e il CONI dovrebbe decidere in due minuti: invece no, Frattini (uno dei peggiori politici italiani riciclato in una nuova poltrona perché è così che va in Italia...) ha rimandato di tre giorni.

Anche le regole sui ripescaggi sono da rivedere: se una società è fallita e si era salvata sul campo a danno di un'altra che aveva i conti a posto, sarebbe giusto che quest'ultima fosse reinserita. Anche questo sembra scontato ma non è così. Così come non è giusto che chi fallisce riparta subito dalla D: così società possono tentare il colpo gobbo spendendo troppo per cercare improbabili salti di categoria. Una volta fallite, nelle città di appartenenza, rinascerà una nuova società senza debiti (vedi il Parma) che in poco tempo può tornare sui palcoscenici appena persi. Per non parlare poi di tribunali chiusi per ferie, di plusvalenze impossibili, di allenatori che pagano per allenare, e di partite vendute e di personaggi che provano ad entrare in questo mondo per riciclare denaro sporco. Il calcio giocato è sempre più l'ultimo dei problemi da affrontare. Ma il tempo sta per scadere.

Italy v Poland - UEFA Nations League A
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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1 COMMENTI

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  1. Marco Ghilotti - 2 anni

    Condivido ogni punto del tuo articolo. Solo su una cosa sono in disaccordo, vale a dire l’importanza della Nations League. Secondo me è un torneo che ha senso, perché da valore a partite che altrimenti sarebbero state davvero inutili.

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