Calcio e tv: l’insostenibile leggerezza del pacchetto

Tra aste, riformulazioni e pacchetti, le leghe e le Tv sembrano essersi completamente dimenticate di un dettaglio: il telespettatore

di Samuele Valori
Samuele Valori
(4 articoli pubblicati)
FUSSBALL WM 2002 in JAPAN und KOREA

Che lo sport in tv fosse diventato ormai una questione riservata alle PayTv lo si era già capito da tempo, da quando la MotoGp e persino la Formula 1, quest’ultima storicamente sempre in mano alla Rai che la trasmetteva in chiaro, sono finite nelle reti satellitari. Discorso che per la Serie A ed il calcio in generale si fa ancora più semplice dato che non sono mai stati trasmessi in chiaro fin da quando le telecamere hanno avuto accesso al terreno di gioco.

2.4 e 1.4 . Sono rispettivamente i miliardi ricavati dalla Premier League inglese e dalla Serie A dalla vendita dei diritti Tv.  È inutile barricarsi dietro la solita frase fatta dei finti nostalgici, “il calcio di oggi è tutta una questione di soldi”.  Lo è sempre stato e sempre lo sarà. Oggi la situazione è ancora più evidente dato che i prezzi sono lievitati, sia per quanto riguarda i diretti protagonisti (giocatori ed allenatori) che per le televisioni. Le leghe puntano a vendite importanti per finanziare le proprie squadre, che così possono eventualmente permettersi calciatori di primo livello che l’anno successivo faranno aumentare ancora di più il valore commerciale del campionato. Questo meccanismo esiste da tempo, ma quest’estate le regole sono cambiate sancendo una rivoluzione nell’ambito della trasmissione televisiva delle partite.

Pacchetti e pacchettini. Fino al 2017 la ripartizione dei diritti Tv si basava sulla divisione delle partite in pacchetti: uno che garantiva la trasmissione di tutte le partite ed altri creati e suddivisi in base alle squadre. Da ciò ne derivava un’asta dove un offerente si assicurava tutto il campionato ed il resto riusciva comunque a garantire la visione dei match delle squadre più blasonate. In questo modo il telespettatore era libero di scegliere la soluzione più congeniale, sia economicamente che dal punto di vista dell’intrattenimento, assicurandosi nella maggior parte dei casi la visioni di tutte le partite della propria squadra. Quest’anno la situazione è cambiata e finite le aste districarsi tra le varie offerte diventa difficile. A Maggio la Premier League ufficializzava la vendita dei diritti Tv del proprio campionato a tre emittenti: Sky, Bt Sport e Amazon, che si sono spartiti i vari “pacchettini” di partite.  Sì, pacchettini. Non esiste più la suddivisione per squadre ma per fascia oraria ed essendoci praticamente una moltitudine di orari differenti il risultato è che nessuno può acquistare i diritti per l’intero campionato. Lo stesso meccanismo è stato utilizzato poi in Italia, dove la spartizione è avvenuta dopo svariate vicende (anche giudiziarie) tra le due emittenti Sky e Perform.

Caos. In questo momento in Italia un telespettatore tifoso per riuscire a guardarsi tutte le partite della propria squadra si vede costretto a fare un doppio abbonamento (In Inghilterra addirittura triplo). Perché inserire questa novità allora? Per un discorso di concorrenza e di maggiori ricavi, più pacchetti, più partecipanti, più offerte (vedi Inghilterra), più soldi in circolo, squadre più ricche. Vendere due soli pacchetti di cui uno con tutte le partite portava molto meno guadagno. Economicamente il discorso non fa una piega, ma chi ci rimette è chi di quel servizio dovrebbe in teoria usufruirne. Difficilmente
oggi un telespettatore medio riuscirebbe a sostenere i costi di una doppia PayTv.

Ben venga il ritorno della gente allo stadio o delle partite al bar, del calcio condiviso e d’insieme. Perché che il calcio sia dei tifosi, è un dato di fatto e non una frase nostalgica messa lì per fare scena. Che se lo riprendano risparmiando il più possibile, rinunciando in alcuni casi anche alla qualità ed al divano di casa. Quando si è da soli è difficile esultare per un gol, è come se non si riuscisse a buttar fuori tutto. Allora che rimangano da sole le tv, a crogiolarsi in silenzio davanti al 4k, chissà che, ascoltando il baccano proveniente dai bar, non si ricordino dei tifosi.

Portuguese Football Fans Gather To Watch
Fonte: l'autore Samuele Valori

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