L’impresa dello Zenit sulla Dinamo Minsk (parte 5)

Lo Zenit San Pietroburgo vince 8-1 e resta in Europa League rimontando uno svantaggio di 0-4 all'andata contro un avversario storico: la Dinamo Minsk

di Davide Manca
Davide Manca
(438 articoli pubblicati)
Spain v Russia Round of 16 - 2018 FIFA W

Arriviamo alla stagione 2017-2018. Lo Zenit chiude quinto in campionato dopo un anno travagliato. La Dinamo Minsk si fa beffare dal BATE: il club di Borisov, sotto di 3-1 all’ultimo turno, rimonta nel finale con un doppio regalo di un Rodionov (prima su rigore che spacca le mani al portiere, poi con una zampata in mischia al 96') a fine carriera che vale il 3-3 e il titolo. Entrambe ammesse in Europa League, si vedono l’una di fronte all’altra nel terzo turno preliminare.

Lo Zenit non vince a Minsk dal 1986, ma non ci gioca in partite ufficiali da 30 anni. E le due formazioni non sono paragonabili a livello tecnico, la squadra di Semak è troppo forte. Sulla carta. Perché all’undicesimo minuto Nikolic mette l’1-0 per la Dinamo su calcio di punizione, sorprendendo Lodygin. Il 2-0 è fantascienza, un gol da playstation: la difesa russa respinge un angolo fuori dall'area, la Dinamo controlla e rimette di prima intenzione a centro area, tacco di contro balzo, rovesciata di Ivanov parata da Anjukov e Chvaščynski al volo gira in porta. Lo Zenit è in bambola e non si rialza più: 40’, angolo da destra, Galovic incorna e fa 3-0. Lo stadio esplode, Semak non capisce quale sia il problema. Il tecnico dello Zenit prova a cambiare l’attacco, ma le sostituzioni non portano frutti: a metà ripresa, Ivanov anticipa la difesa russa e regala una sponda d’oro a Nikolic che ringrazia e scarica verso Lodygin, 4-0. La Dinamo Minsk stravince e sogna un altrettanto storico passaggio del turno.

Il ritorno è a San Pietroburgo. Tutta la partita è nei piedi (e soprattutto nella testa) di Artem Dzjuba. Soprannominato l'«Ibrahimovic russo», è praticamente un carro armato di due metri che corre e sa calciare. Sulle palle alte è inarrivabile, vince sempre e comunque lui. Se gioca con agonismo non è arginabile e il centravanti parte col piglio giusto, tuttavia ci vuole una punizione da posizione defilata dell'ex Roma Paredes per vedere il primo gol: tiro sul secondo palo, il portiere bielorusso battezza fuori ed è scavalcato dalla parabola. E' il 22', la rimonta è all'orizzonte, irraggiungibile. La Dinamo è chiusa in difesa, i russi si riversano in avanti, ma non passano.

La prima frazione termina 1-0 per lo Zenit. La squadra rientra in campo, il punteggio è bloccato: fuori Nabiullin ed Hernani, dentro Zabolotnii e Driussi, due attaccanti puri. Il match gira a 25 minuti dal termine: punizione perfetta di Noboa da 30 metri, Gorbunov non ci arriva, di nuovo. 2-0 Zenit. La Dinamo prova a resistere, quindi Paredes è espulso per somma di gialli. Può essere l’evento che assicura la qualificazione ai bielorussi, invece Dzjuba sale in cattedra: nel giro di tre minuti tra il 75’ e il 78’ segna le due reti, entrambe al volo, che pareggiano l’andata, prima sfruttando una sponda di testa di Zabolotnii, poi deviando in modo sporco uno spiovente verso l’area. Il 4-0 galvanizza la squadra e a sette dalla fine Dzjuba arriva con il marchio di fabbrica, il colpo di testa: palla fuori, si va ai supplementari.

Minuto 99: sull’ennesimo contropiede della Dinamo Minsk, Korzun arriva al tiro in porta, Lunev respinge male e Yahaya anticipa tutti realizzando il 4-1 che qualificherebbe gli ospiti. Il primo tempo supplementare termina: servono due gol allo Zenit per passare. Semak si gioca la carta Mak, esterno slovacco tra i calciatori più sottovalutati che la Russia abbia mai visto: i gol che arrivano sono quattro, tutti grazie al neo entrato Mak e a uno scatenato Dzjuba. Un tiro-cross del centravanti respinto da Gorbunov consente a Driussi di spaccare la porta per il 5-1. Al 115’ arriva il gol-qualificazione: Mak si procura un rigore, Dzjuba parte dagli undici metri, tira al centro e beffa il portiere. In pieno recupero, Dzjuba si procura un secondo rigore e restituisce il favore allo slovacco, che trasforma il 7-1. A partita finita, ancora Mak finalizza un contropiede dopo aver saltato la difesa avversaria, ponendo fine alle ostilità. Finisce 8-1. Passa lo Zenit. Passa la Russia.

FC Zenit St Petersburg vs FC Orenburg -
Fonte: l'autore Davide Manca

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