L’impresa dello Zenit sulla Dinamo Minsk (parte 4)

Lo Zenit San Pietroburgo vince 8-1 e resta in Europa League rimontando uno svantaggio di 0-4 all'andata contro un avversario storico: la Dinamo Minsk

di Davide Manca
Davide Manca
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FC Zenit Saint Petersburg vs FC Arsenal

I bielorussi fanno bene anche l’anno dopo (sono terzi) e giocano la Coppa UEFA 1984-1985: arrivano ai quarti di finale anche qui, estromessi dagli jugoslavi dello Zeljeznicar. Nel 1984, con la crisi della maggior parte delle squadre di Mosca, lo Zenit si eleva su tutti e va a vincere il suo primo campionato dell'URSS (ma non va lontano in Coppa dei Campioni). Il 1985 è l’anno di Oleh Protasov e dei suoi 35 gol – record imbattuto in Unione Sovietica e in Russia – il centravanti segna a tutti, non alla Dinamo Minsk però. Il 1986 non è facile: la squadra chiude a metà classifica, spicca un 7-0 subito a Mosca dallo Spartak e due sconfitte consecutive in casa con lo Zenit nel giro di due mesi, prima in campionato poi in coppa. La Dinamo Minsk era imbattuta in casa con lo Zenit da 31 anni.

Occorre fare un breve excursus e tornare al campionato del 1983. Quello in cui la Dinamo Minsk giunge terza. Lo Zenit è subito dietro, la Dinamo Mosca molto, molto lontano. E' sicuramente uno dei peggiori anni per il calcio russo: i primi segnali iniziano ad avvertirsi intorno al mese di marzo, quando ai quarti di coppa arrivano quattro squadre dall'Ucraina e 3 dalla Russia. Shakhtar (Donetsk) e Metalist (Kharkiv) si giocano la finale, vinta dai primi. In campionato vince il Dnepr, squadra ucraina.  Non va meglio in seconda divisione, dove il Kairat (di Almaty, Repubblica Kazaka) precede tutti. Non è universalmente noto quello che succede ai giocatori di quel Dnepr negli anni successivi, solo due cose sono sicure: in qualche modo, la squadra è smantellata e molti finiscono per giocare nel Koros di Nikopol', club ucraino militante in seconda divisione.

Una tesi accreditata, rivela che alcuni giocatori volessero comprovare il proprio talento in un campionato estero, ma l'URSS non gli concesse l'autorizzazione a trasferirsi. Forse è la tesi più accettabile, perché una delle altre non è tra le più digeribili, anche se presumibilmente falsa: il Partito smantella la squadra. Il Dnepr vince anche nel 1988, ma solo un giocatore può vantarsi di aver vinto entrambi i titoli (Vladimir Ljutyj).

Nel 1987 Zenit e CSKA Mosca si giocano la retrocessione nella serie cadetta: la spunta il club di San Pietroburgo, ma non dura perché l’anno dopo retrocede e la Dinamo Minsk sfiora lo stesso destino l’anno più tardi. Con la dissoluzione dell’Unione Sovietica, le squadre non s'incontrano più. La Coppa dei Campioni della CSI prova a tenere viva la "memoria storica" dell'URSS: al primo anno la Dinamo avanza – sotto il nome di «Bielorussia Minsk» – fino alla finale, dove subisce una durissima stangata dallo Spartak Mosca, 8-0. La squadra ci riprova un paio di volte negli anni successivi: nel 1996 esce in semifinale contro la Dinamo Kiev 4-0, dopo averla battuta nella fase a gironi 3-2. Lobanovski, storico tecnico della Dinamo Kiev, decide di prelevare subito i calciatori che hanno dato via alla vittoriosa rimonta nella fase a gironi (da 1-2 a 3-2 nei minuti finali): Belkevich e Khatskevich si trasferiscono a Kiev.

Il cammino delle due squadre si divide e diviene antitetico: come da previsioni, la Dinamo Minsk domina nel neonato campionato bielorusso per anni, lo Zenit invece fatica a emergere in patria, risalendo in prima divisione stabilmente dal 1996, dopo esser retrocesso nella prima edizione del campionato russo. Quando i russi iniziano a risalire (nel 1998 arriva la Coppa di Russia, nel 2003 la Coppa del campionato russo), la Dinamo Minsk smette di vincere e lascia spazio alle concorrenti.

Nel 2005 a San Pietroburgo arriva la Gazprom a risollevare il mite blasone dello Zenit. Nello stesso periodo, a Minsk arriva il BATE. Da Borisov. Inarrestabile. 12 titoli consecutivi (serie aperta). La Dinamo Minsk non vince più, lo Zenit inizia a mettere in bacheca titoli (12 dall’arrivo di Gazprom), compresa una Coppa UEFA e una Supercoppa UEFA nel 2008 che ancora sollevano pesanti dubbi – in particolare il 4-0 al Bayern – sulle conquiste lecite della squadra dell’ormai ex Leningrado.

Fonte: l'autore Davide Manca

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