Le stelle ai Mondiali e la sinfonia di un’orchestra

A Russia 2018 la chiave per la coppa è il gioco di squadra

di Gianmarco Zandon
Gianmarco Zandon
(10 articoli pubblicati)
mondiali

Immaginate di assistere al concerto di un'orchestra. Ogni musicista spicca per la singolarità del proprio strumento ma insieme ad ogni altro crea la bellezza, la sinfonia. Archi, arpa, legni, ottoni e percussioni : tante unicità per un risultato musicale comune, in armonia. Immaginate altrimenti un virtuoso solista: per quanto possa essere di classe mondiale, sarà sempre accompagnato da  voci o strumenti, per un'esecuzione migliore e per dare più emozioni al pubblico. I Mondiali di Russia hanno mostrato questo : il trionfo del collettivo, dell'essere prima di tutto un gruppo, alla faccia delle singole stelle spesso destinate al "canto del cigno". C'è invece una bellissima sinfonia, la vittoria del calcio nel suo aspetto più genuino e essenziale: il gioco di squadra.

Via via sono precipitate gran parte delle stelle, dalle formazioni stellari ai singoli campioni. Inizialmente la sorpresa più inaspettata è stata la Germania, una squadra modello, che si presentava ai Mondiali forte del suo titolo di campione in carica eppure  è uscita ai gironi :  la compattezza e la dominanza tecnica e fisica dei tedeschi viste fino a quest'estate  sono sprofondate in un abisso clamoroso. Poi è stato il momento della caduta degli dei calcistici dell'epoca attuale: Messi e RonaldoUn suono troppo flebile quello espresso dalla stella argentina, melodioso per davvero solo nella partita decisiva  contro la Nigeria che ha significato la qualificazione agli ottavi , e spento poi di fronte a una sinfonia più piena, quella della banda francese . Più sonoro è il Mondiale di CR7 , che coi suoi gol trascina il Portogallo, ma si blocca pure lui al cospetto di un solido Uruguay, gruppo più da percussioni che dalla dolce musicalità d'arpa. Ma per Ronaldo è l'estate più dei rumours di mercato e dell'approdo in bianconero. Esce presto di scena anche la Spagna, dove non è funzionato il tiki taka dalla manovra potenzialmente avvolgente e un direttore d'orchestra come Iniesta, la raffinatezza e la classe di Isco e Silva. A vincere e prolungare il sogno oltre le aspettative sono squadre che ci mettono il cuore e fanno dell'unione di gruppo il loro punto di forza : è questa la sinfonia di Russia, Svezia, Danimarca, Uruguay. Non è il caso del Brasile, nonostante interpreti di valore, ma spesso abbandonato all'assolo del campione:  eliminato da un grande Belgio, al di fuori dell'estro di Coutinho, e come lezione per i continui eccessi stonati di Neymar. Può sembrare una rivoluzione ma è semplicemente la conferma della vera essenza e linfa del calcio: le stelle devono splendere per condividere la loro luminosità, la luce non deve essere fine a se stessa; è l'intreccio di suoni e melodie, l'insieme degli strumenti, a produrre sinfonia. Questa è la chiave che ha portato Croazia, Inghilterra, Belgio e Francia ad un passo dalla coppa. Le semifinali hanno messo in campo  ancora  giocatori stellari,quali Harry Kane, Modric, Griezmann, Hazard, perni delle loro Nazionali, e campioni come Sterling, Henderson, Perisic, Rakitic, Mandzukic, Courtois, De Bruyne, Mertens, Mbappe, Pogba. I top player non sono usciti tutti, ma sono rimasti quelli inseriti in un buon giro collettivo. Infatti spetta alla stella impreziosire ed elevare con la sua classe il lavoro del gruppo, tutti insieme verso l'obiettivo comune: essa non può oscurarsi dal gioco ma deve guidare, essere un valore aggiunto per la squadra, che a sua volta deve dare il massimo supporto, in un apogeo della reciprocità calcistica. Quando si raggiunge l'apice di questo teamwork scaturisce una sinfonia calcistica di assoluto livello, vincente. Basta osservare la storia di tutti i trionfi nelle competizioni per i club e per le Nazionali, dell'ultimo decennio. Non c'è stella vittoriosa senza una squadra alle spalle e viceversa. E' semplicemente il calcio. Lo sport.

Ora Francia e Croazia, per l'ultima suonata d'orchestra. Marsigliese e Lijepa naša domovino. Ma a prescindere da come vada a finire, c'è già una dorata sinfonia.

Fonte: l'autore Gianmarco Zandon

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