Le squadre più tecniche di sempre a non aver mai vinto nulla

Squadre epiche sulla carta formate da molti giocatori di qualità, ma che a discapito dell'equilibrio non hanno mai vinto nulla

di Luca95 Meringolo
Luca95 Meringolo
(118 articoli pubblicati)
Valladolid v Barcelona

Ritorniamo tutti bambini e immaginiamo la formazione ideale della nostra squadra del cuore. Prendiamo in riferimento quattro squadre: Inter, Real Madrid, Barcellona e Milan. Molti storceranno il naso, ma come? Squadre che hanno vinto tutto come possono avere dei rimpianti? Invece si vedendo la rosa e i nomi dei singoli.  Sono squadre alle quali per la vittoria è mancata una parola chiave, equilibrio. 

Partiamo dall'Inter 1998-2000, il biennio post Coppa Uefa di Simoni e Ronaldo. L'Inter 1997/98 era stata caratterizzata non da un gioco spettacolare, ma da una grande solidità, ottimi giocatori e da un "Fenomeno" assoluto di nome e di fatto Ronaldo.  Nell'estate del 1998 Simoni punta allo scudetto e alla Champions chiedendo Boghossian. Bene, Moratti gli regala invece Pirlo, Ventola e Baggio. Ecco in una stagione travagliata per l'Inter dove i neroazzurri arrivano 8 fuori da tutto e caratterizzata da quarta allenatori in panchina provate ad immaginare una squadra che ha in rosa  giocatori come Djorkaeff, Pirlo, Moriero, P. Sousa, Baggio, Zamorano, Ventola e Ronaldo chi dovrebbe schierare? Ci sarebbero difficoltà anche per il modulo...L'Inter nell'estate del 1999 tenta una rivoluzione con Marcello Lippi in panchina, arrivano Seedorf (a gennaio del 2000), Jugovic, Vieri e anche un giovanissimo Mutu, l'Inter parte bene ma poi a cause di infortuni e dissidi con l'allenatore arriva quarta soprattutto grazie ai gol di Baggio nello spareggio Champions. Rendere la squadra  così tecnica non ha reso certo bene e infatti l'Inter poi avrà le maggiori soddisfazioni dalla metà degli anni 2000 grazie ad una squadra sia tecnica ma anche fisica. 

Passiamo al Real Madrid 2004-2006, siamo nell'era post Vicente del Bosque, in estate Perez acquista l'ennesimo pallone d'oro, Michael Owen, ecco, immaginate di inserirlo in una squadra insieme a R.Carlos, Zidane, Raul, Morientes, Ronaldo, Figo, Solari e Beckahm. Eppure quel Real arriva secondo in Liga dietro al Barcellona dell'astro nascente Ronaldinho. Il Real anche l'anno successivo non smentisce la legge dei Galacticos, via Morientes , Figo  e Solari ma dentro J.Baptista, Cassano e Robinho che sia affiancano alle altre stelle, altro secondo posto in campionato. Perez 3 anni prima aveva sottovaluto la cessione di un centrocampista di grande sostanza come Makélélé, l'unico a dare equilibrio tattico a quella squadra. 

Passiamo poi al Milan, squadra che ha fatto sempre il concetto di equilibrio tattico, siamo nel biennio 2008-2010, quello post ultima Champions League, il Milan ha in squadra giocatori tecnici incredibili, Pirlo, Seeedorf, Kakà, Pato, Inzaghi, Ronaldinho, Shevchenko(purtroppo non il vero Sheva), Beckham e Borriello. La squadra nell'ultimo anno Ancelotti arriva terzo a causa soprattutto dell'età avanzata della difesa ( Maldini e Favali su tutti) senza contare che Nesta gioca solo pochi minuti l'ultima giornata a causa di un pesante infortunio. L'anno dopo via Ancelotti e Kakà, dentro Leonardo, Thiago Silav e Huntelaar. Il brasiliano imposta la squadra con uno spregiudicato 4-2-1-3, che regala grandi emozioni ma anche parecchi capitomboli. A fine stagione il Milan arriva terzo e Leonardo per dissidi con Berlusconi viene sollevato, arriva poi Allegri allenatore più pragmatico e grazie ad innesti come Ibrahimovic, Robinho, Van Bommel, Boateng  e Cassano vince il campionato, sacrificando per l'equilibrio tattico un giocatore meraviglioso come Ronaldinho ma ormai sul viale del tramonto. Il Milan di Allegri è anche quello dei tre mediani con i recupero a pieno titolo di Gennaro Gattuso

Ultimo capitolo, il Barcellona 2007/08, squadra che sta a metà tra due ere, Rijkaard e Guardiola. Ecco, leggete i nomi senza emozionarvi, Xavi, Iniesta, Deco, Ronaldinho, Eto'o, Messi, Henry. Sempre il solito problema, classe al potere ma senza equilibrio, fondamentale nell'era Rijkaard era stato Van Bommel, dopo con Guardiola prima Y.Tourè e poi Busquets. L'equilibrio nel calcio è tutto, anche certe volte a discapito della tecnica. 

Fonte: l'autore Luca95 Meringolo

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