Le dimissioni di Totti sono una sconfitta per tutti

In una conferenza stampa fiume Totti ufficializza e spiega i motivi delle sue dimissioni. E ne ha per tutti. Ma in questa vicenda nessuno esce vincitore

di Antonio Siracusa
Antonio Siracusa
(99 articoli pubblicati)
AS Roma v Real Madrid - UEFA Champions

Francesco Totti se ne va sbattendo la porta. Le sue dimissioni da dirigente della AS Roma fanno molto rumore, più, forse, del suo addio al calcio giocato un paio di stagioni or sono. Una decisione annunciata qualche giorno fa, e che viene ratificata ufficialmente oggi dallo stesso capitano giallorosso durante una lunga conferenza stampa, in cui l'ex numero dieci prova a spiegare le sue verità. Totti è un vero e proprio fiume in piena, non si risparmia, e lancia delle cannonate e accuse pesanti all'indirizzo del presidente. Ma è soprattutto Franco Baldini, fedelissimo consigliere di Pallotta  e nemico giurato n.1 dello stesso Totti, il vero bersaglio. Un quadro inquietante, quello dipinto da Francesco, in cui sottolinea come la Roma sia una società allo sbando e priva di leadership, e non potrebbe essere altrimenti visto che il presidente è assente da Roma da oltre un anno. Un club che ha il suo vero centro di potere a Londra, concentrato nelle mani di Franco Baldini, vero regista delle strategie societarie, come confermato una volta di più dallo stesso Totti. 

Ma In questa brutta vicenda ci rimettono tutti. La società, che perde il simbolo di Roma per eccellenza. Un'icona amata a dismisura dal popolo giallorosso e che spesso ha fatto comodo quando doveva fare da parafulmine per placare gli umori della piazza, soprattutto in una stagione disgraziata come questa. Ma Pallotta ha soprattutto il torto di aver sottovalutato non solo l'enorme potere mediatico di Totti, ma anche la sua preziosa esperienza e competenza  calcistica, che probabilmente, ad esempio, avrebbero potuto evitare i clamorosi errori di mercato della scorsa stagione. Ma anche lo stesso Totti non ne esce di certo vincitore da questa vicenda. Francesco avrebbe dovuto avere più decisione ad imporsi e più convinzione nel vivere il suo nuovo ruolo. Ha il demerito di aver subito passivamente un ruolo da comprimario e di non aver avuto il coraggio di alzare la voce sin da subito. Sarebbe dovuto rimanere per poter debellare dall'interno quelli che secondo lui sono i mali di questo club e, soprattutto, avrebbe dovuto accettare il ruolo di direttore tecnico offertogli poco tempo fa dalla proprietà, pretendendo chiarezza e poteri forti. Le sue dimissioni sono un gesto di resa che fa male soprattutto al popolo giallorosso, privato di un altro riferimento importante, dopo l'addio di De Rossi a fine campionato. 

Ma una cosa è certa. Quello di Francesco non è un addio definitivo ma solo un arrivederci. Totti lascia una porta aperta al suo ritorno, a patto che nella capitale arrivi, un giorno, una nuova proprietà. Un' ipotesi, che, nonostante le continue e secche smentite della società, non sembra poi così privo di logica. Una soluzione, che, a dire il vero, anche la quasi totalità del popolo giallorosso si augura possa concretizzarsi presto. 

AS Roma v Parma Calcio - Serie A
Fonte: l'autore Antonio Siracusa

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