La Virtus Entella e un sogno chiamato Coppa Italia

Il club del presidente Gozzi con l'impresa di Genova ci ricorda la bellezza del calcio

di Leandro Malatesta
Leandro Malatesta
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A volte non crediamo nei miracoli solo perché mentre questi avvengono sotto i nostri occhi noi siamo concentrati su altro. 

Così avviene anche nel mondo del calcio e dello sport in generale.

In ordine cronologico l'ultimo miracolo calcistico è ben vedere la qualificazione agli ottavi di finale di Coppa Italia da parte della Virtus Entella. La squadra chiavarese ha eliminato, come noto, il Genoa in un derby ligure dai contorni melodrammatici.

Perché il successo del club del presidente Gozzi decretato dalla lotteria dei calci di rigore non è solo la rivalsa della piccola realtà di una compagine di serie C nei confronti di chi vive ogni giorno la nobiltà calcistica della serie A come il Genoa ma è qualcosa di più.

E' la conferma della tesi che le favole non sono per forza ambientate in "regni fantastici" ma affondano le loro radici nel nostro contemporaneo.

L'Entella era la formazione che fino a qualche settima fa non sapeva ancora in che categoria avrebbe militato creando così un caso più unico che raro dove le carte bollate dei vari tribunali entravano in campo e viceversa, con il risultato di creare un clima da squadra fantasma di non semplice gestione.

In tutto ciò è stata determinante l'esperienza e la bravura di un allenatore come Roberto Boscaglia che in carriera ha raccolto decisamente meno di quanto seminato. Boscaglia ha saputo mantenere alto il morale dei suoi ragazzi nel periodo in cui non pareva filtrare luce in fondo al tunnel della querelle ripescaggi.

Si potrà dire anche che la fortuna aiuta gli audaci visto che il Genoa affrontato dai biancocelesti, nonostante i goal di Piatek, stava attraversando un periodo piuttosto complicato culminato con l'esonero di Juric ma gli audaci devono osare e questo la formazione chiavarese ha fatto.

Andrea Paroni, Simone Icardi, Krisztián Adorján sono solo alcuni dei nomi saliti agli onori della cronaca dopo "l'impresa di Marassi".

Nella notte dello sprofondo genoano, c'è quindi una storia di riscatto umile e feroce al tempo stesso. La doppietta di chi porta un cognome che il gioco dell'omonimia vorrebbe votato al goal ma che in realtà è un giovane rappresentante della "vita da mediano" come Simone Icardi che si regala una nottata indelebile sognando la Roma e lo Stadio Olimpico (prossima tappa del sogno dei chiavaresi e chissà magari dello stesso Icardi che nel settore giovanile dei giallorossi è cresciuto).

Entella quale paradigma del calcio organizzato e determinato al riscatto nel senso più ampio del termine.

A Chiavari e dintorni comunque quello che è certo è che nessuno abbia voglia di svegliarsi da questo sogno e pertanto l'unico modo per farlo è quello di continuare a sognare e per questo Di Francesco e i suoi ragazzi faranno meglio a stare attenti e non sottovalutare i liguri perché con i sogni altrui è meglio non scherzare mai.

entalla
Fonte: l'autore Leandro Malatesta

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