La storia di una partita incredibile: Roma-Avellino

Una vicenda drammatica e romantica nello stesso tempo che solo lo sport può regalarci.

di Gennaro Marrazzo
Gennaro Marrazzo
(14 articoli pubblicati)
US Avellino v Parma Calcio - Serie B

"Probabilmente è fuori": a poche ore dalla partita con la Roma  prestigioso e antico avversario, questa era la sensazione che serpeggiava drammaticamente tra quegli uomini con indosso una casacca bianca come la neve e verde come la flora rigogliosa delle impervie montagne. L’allenatore dell’Avellino non certo sorgente di ferro ma con un carisma di un condottiero forgiato da mille battaglie motiva i suoi soldati: perché nella vita è importante l’onore ed il rispetto per la maglia amata da un popolo fiero e caparbio.

I giocatori reagiscono spingendo il loro corpo ad  uno sforzo straordinario con i muscoli che si tendono ma con la consapevolezza di essere tirati dentro un incubo magari da  Freddy Krueger in qualsiasi frangente.

Lo stadio è colmo si sentono forte i cori di centinaia di tifosi giunti da lontano che sventolano con vigoria i vessilli e le bandiere. Fischia l’arbitro, il cuore batte a mille. Superare quegli atleti che sembrano arrivare da un altro pianeta è un impresa ardua.
Il pallone però spinto ferocemente, dai campioni rivali con la canotta rosso fuoco, pare non voglia entrare nella porta.  L’adrenalina dei biancoverdi è a mille, rendendo così ogni contrasto ogni scontro una pura formalità nonostante l'evidente  differenza tecnica

Ma nello sport ed in particolar modo nel calcio talvolta il gap può essere colmato anche solo con il cuore.

Fine primo tempo, cade una scroscio  di tristezza e rassegnazione sulle canotte biancoverdi pregne di sudore. L’ufficialità del comunicato sottolinea, come un evidenziatore giallo, che la squadra con un nome dal passato glorioso al momento è solo una ics.
Ecco che succede qualcosa, i tifosi sulle tribune chiamano a gran voce i propri beniamini; per consolarli, per abbracciarli idealmente con addosso la mitica bandiera. Una goccia di sudore viene raggiunta da una lacrima sgorgata repentinamente.

Al ritorno in campo però i campioni giallorossi che non vogliono apparire marionette colme di soldi abbattono perentorio la loro scure. Sembra l’inizio di una imbarcata mentre è solo l’inizio di un colpo di scena ideato dal Dio del calcio di Breriana memoria.
Siamo ormai a pochi minuti dalla fine di una gara paradossale ed un giocatore biancoverde tra l’altro il meno osservato ,quello che fa il cosiddetto lavoro oscuro, fa partire un siluro che si insacca nell’angolo dove il portiere avversario mai potrà arrivarci.

Ecco le menti ed i cuore di tutti i sostenitori che in queste ore pregano la Mamma Schiavona da sempre protettrice, auspicano un finale altrettanto sorprendente con un finale imprevedibile Che dalle segrete stanze di un consesso di giudicanti arrivi forte la voce di un ripensamento, di una diversa valutazione , con la  conseguente riammissione alla vita sportiva.

Fonte: l'autore Gennaro Marrazzo

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