La storia dell’anti-Juve che non esiste per chi non vuole vederla

Il Napoli, tra mille dubbi, dopo cinque turni di campionato è sempre lì a battagliare contro la Juventus, senza tanto credito, alla vigilia del torneo

di Antonio Salvati
Antonio Salvati
(78 articoli pubblicati)
Lorenzo Insigne

Dopo cinque giornate di campionato, leggendo la classifica, non vi capita di vedere qualcosa di strano? In primis, la Juventus di Cristiano Ronaldo, la Juventus che avrebbe già dovuto mettere almeno sei punti tra se e la sua prima inseguitrice, in realtà è ancora sotto torchio. La Juventus le ha vinte tutte, facendo a fondo il suo dovere e giocando come sa giocare, cioè male. Ma, in secundis, la cosa più strana di questa classifica è proprio la squadra che, attualmente, segue la Juventus.

E', per caso l'Inter, squadra schiacciasassi d'estate, che da agosto viene tacciata di essere l'anti-Juve, che ha fatto il calcio-mercato che altre squadre possono solo sognare? No, purtroppo per i grandi giudici del calcio d'estate, non è l'Inter. Sarà, forse, la Roma? Squadra per la quale tutti straved(evano) dopo i tanti acquisti estivi, dopo una semifinale di Champions League, ma che, bendandosi l'altro occhio, dimenticavano le cessioni pesantissime a cui i giallorossi sono andati incontro. Purtroppo, non è la Roma la squadra più prossima alla Juventus. Sarà dunque il Milan, che dalle ceneri della vecchia e devastante gestione cinese, si ritrova con un Higuain in più e tante chiacchiere di chi adesso vede i rossoneri come potenziale rivale per i quartieri alti della classifica. Però, mi spiace, non è nemmeno il Milan.

Ma chi è, attualmente, questa famigerata anti-Juve. La Lazio? L'Atalanta? Il Chievo? Ah, c'è anche il Napoli, giusto. Il Napoli, quasi lo dimenticavano, il Napoli di Ancelotti. Ma che volete, quando si fa una campagna acquisti, così come l'hanno definita i califfi del calcio-mercato, "insufficiente", "incompleta", "piena di limiti strutturali", "priva di top players", non c'è alcuna speranza che una squadra così possa solo pensare di dar fastidio alla Juventus straccia-campionato di quest'anno.

Intendiamoci: la Juventus ha tutte le potenzialità per vincere questo torneo in carrozza, ma quello che fa sorridere è l'aver gettato il Napoli nel contenitore dell'indifferenziato solo per aver cambiato progetto tecnico e tattico. Vero, Sarri ha lasciato il segno, ma a Napoli sembra sia stato sostituito dall'ultimo degli sprovveduti. Ancelotti, vero, è chiamato ad un compito al limite dell'arduo, ma il grande allenatore è quello che raccoglie le grandi sfide e, possibilmente, le vince anche.

E c'è un po' di più di Ancelotti in ogni partita che passa. Il Napoli assume tante forme diverse in attesa di assumerne una sola. Una sola identità di gioco che varia di tanto in tanto per portare la stessa efficacia. Questo è il Napoli visto, ad esempio, al Grande Torino. Una squadra modificata nel profondo, sia nei movimenti sia negli interpreti, ma garantendo una discreta qualità di gioco. Non eccellente, non buona, ma sicuramente discreta, abbastanza da tornare da Torino con tre punti pesanti come macigni e che permettono di tenere a vista la Juventus, prima dello scontro diretto di sabato prossimo.

Prima, però, c'è il Parma. Altra partita, altri tre punti in palio, altri esperimenti di Ancelotti in vista non solo del big-match ma anche per il resto della stagione. Cambiare tanto per non cambiare affatto, al momento è questa la frase che meglio si adatta al Napoli di questo primo mese e mezzo di stagione di alti e bassi. Ma intanto il Napoli è lì a fare l'anti-Juventus, un ruolo che da qualche anno ha imparato a ricoprire con naturalezza e con risultati che vanno anche stretti, rispetto a quanto fatto vedere. La storia sembra ripetersi anche questa stagione, ma sarò pronto a ridiscuterne tra altre cinque giornate, magari quando elegeranno una nuova anti-Juventus, oppure, chissà, un'anti-Napoli. Vedremo.

Fonte: l'autore Antonio Salvati

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