La serie A gioca anche a Natale, scelta giusta o azzardata?

La Lega decide di emulare la Premier League ed i pareri degli addetti ai lavori sono discordanti, vedremo se sarà una scelta vincente

di Luca Giudicessa
Luca Giudicessa
(3 articoli pubblicati)
CalcioNatale

Saranno delle festività natalizie anomale, per tutti i calciofili d’Italia, quelle che stanno per arrivare. Per la prima volta nel nostro paese si realizzerà il sogno di molti, “drogati” di pallone, che non vedevano l’ora di poter assistere, anche durante il Natale, alle gesta dei propri beniamini che corrono su un prato verde. Il calendario della serie A, infatti, prevede quest’anno delle giornate di campionato sia il 26 che il 29 dicembre e solo successivamente ci sarà la consueta pausa. I calciatori che erano abituati a giocare l’ultima partita prenatalizia a ridosso del 24 e poi a partire immediatamente dopo per le loro lussuose vacanze, spesso in luoghi caldi ed esotici, stavolta dovranno posticipare il biglietto aereo di qualche giorno. Questa decisione della Lega Calcio ha fatto molto discutere, come d’altronde succede per ogni novità in Italia. Al contrario in Inghilterra sono ormai anni che viene adottata questa soluzione ed il cosiddetto “Boxing Day” (ossia l’evento di Santo Stefano) è diventato un giorno di culto nel quale gli stadi inglesi registrano sempre il “sold out”.

Scelta quindi giusta questa della Lega italiana? La mia risposta è sì. Bisogna innanzitutto partire dal presupposto che i giocatori non sono più semplici calciatori ma sono diventati dei veri e propri personaggi mediatici che propongono uno spettacolo che si svolge all’interno di uno stadio. È necessario quindi che l’evento si svolga quando è possibile la maggior affluenza di pubblico ed in tal senso non ci può essere periodo più appropriato che quello natalizio. Qual modo di migliore di riavvicinare le famiglie allo stadio se non quello di poter assistere ad un big match di serie A con la splendida atmosfera di Natale di contorno. Senza dimenticare che le feste sono per antonomasia il momento clou dello shopping sfrenato, di conseguenza frequentare lo stadio in quei giorni significa anche far girare l’economia che si lega ad esso a livello di merchandising delle squadre.

Qualcuno potrebbe non condividere quest’analisi ed obbiettare che la partita, evento profano per eccellenza, può contaminare e far perdere la sacralità religiosa del Natale. Ebbene io sostengo che il calcio in tv può svolgere in pieno una funzione “cristiana”, basti pensare a tutti quei tifosi che si ritrovano soli per vari motivi e che, non avendo la fortuna di vivere quei giorni di festa riscaldati dal calore dei propri affetti, possono trovare “compagnia” nella visione della propria squadra del cuore. Tra una partita a carte ed un cenone largo quindi anche alle abbuffate di calcio e pazienza se qualche pezzo di panettone andrà di traverso per colpa del gol sbagliato dal nostro attaccante preferito, il bello del calcio è anche questo.

         

Fonte: l'autore Luca Giudicessa

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