La seconda rimonta del Napoli vale il punteggio pieno in classifica

Come contro la Lazio, la squadra di Ancelotti parte in svantaggio e capovolge il risultato. Grande prova di carattere ma ancora qualche imperfezione da limare

di Antonio Salvati
Antonio Salvati
(78 articoli pubblicati)
Poitr Zielinski

NAPOLI v MILAN 3:2

COSA MI E' PIACIUTO

La tenuta mentale e la carica emotiva. La squadra non si è mai scomposta, neppure dopo il gol di Calabria, anzi, da quel momento ha iniziato una partita nuova, nella quale è stata più incisiva e cinica nel segnare nei momenti fondamentali. Il primo gol di Zielinski ha colpito il Milan nel momento in cui, con il doppio vantaggio, i rossoneri hanno pensato di portarsi a casa i tre punti. Il pareggio ed il vantaggio definitivo, quando ormai il Milan era un avversario demolito, dal punto di vista fisico e mentale. 

Mi è piaciuto come i subentrati abbiano avuto la capacità di entrare subito in partita, in un momento decisamente delicato. Diawara ha dato il giusto nerbo in un centrocampo a due, che aveva necessità di muscoli, ma anche fosforo come in occasione del gol di Mertens: la verticalizzazione per Allan parte dal suo piede. Mertens decisivo, ovviamente per il gol partita, che non è stato così semplice come potrebbe apparire. Dries colpisce il pallone di contrabbalzo, in posizione defilata; il rischio di colpirla male era alto ma il numero 14 ha il piede e la tecnica adeguata. Oltre al gol, tante giocate in collaborazione con Insigne, che hanno messo a ferro e fuoco la fascia destra del Milan. Anche Luperto ha fatto il suo, giocando in un ruolo non propriamente suo, ma si saputo disimpegnare bene, talvolta uscendo in palleggio da situazioni intricate. Bravi.

Allan e Zielinski hanno fatto la differenza: il polacco ha piazzato una doppietta decisiva (potevano esserne anche tre, se non avesse mancato un'occasione nitida sul 1:2), creando adesso un problema davvero grosso per Ancelotti: lui o Fabian, come titolare a sinistra? Nel frattempo, godiamoci il momento di Piotr, che se fosse più continuo sarebbe uno dei migliori centrocampisti d'Europa. Se a sinistra potrebbe nascere un dualismo Zielinski-Fabian, a destra non ci sono dubbi: Allan è insostituibile. Anche ieri il brasiliano ha corso per due, recuperando palloni su palloni e, allo stesso tempo, riuscendo a contribuire in maniera sostanziale alla manovra offensiva del Napoli. Assist con la Lazio ed assist anche con il Milan. Presenza imprescindibile.  

COSA NON MI E' PIACIUTO

Hamsik. Lento e compassato per un'ora di gara, non riesce mai ad entrare nel cuore del gioco. Trotta in mezzo al centrocampo senza meta e quando è in possesso di palla si limita all'appoggio senza però dettare il ritmo della manovra, come invece era sovente fare Jorginho. La necessità di cambiare modulo, dopo un'ora e sotto di un gol, è stata anche un valido pretesto per toglierlo dal campo. Sarà anche insostituibile, ma di questo passo e con questo passo, Marek rischia di diventare sempre più avulso dalla nuova dimensione ancelottiana.

Due gol presi in maniera praticamente uguale. Cambio di gioco sul versante opposto, appoggio dell'esterno sul compagno a rimorchio e gol. Borini-Bonaventura nel primo tempo e Suso-Calabria nel secondo hanno toccato il Napoli nel suo nervo più scoperto. Queste situazioni il Napoli le soffre, così come all'Olimpico un lancio lungo di Acerbi e la giocata di Immobile mise in crisi l'intero reparto difensivo. E' un aspetto che va curato; un campanello arancione di cui va tenuta debita considerazione. Tre gol in due gare sono troppi, anche se siamo ad inizio stagione. 

Da qui, terza ed ultima considerazione: non si può sempre vincere rimontando l'avversario. Per carità, vincere fa sempre bene e poca importa in che modo ciò avvenga, ma sarebbe opportuno che questa squadra scenda in campo mentalmente già pronta a far male l'avversario e non aspettare che lo facciano gli altri. Regalare mezz'ora alla Lazio ed un'ora al Milan ha significato rincorrere il risultato, facendo ricorso a tantissime risorse atletiche e nervose che, in questi anni (e non solo con Ancelotti), non sono mai mancate. Però, dalla prossima, facciamo in modo di gestire un risultato di vantaggio iniziale. Così, giusto per stare più tranquilli.

Fonte: l'autore Antonio Salvati

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