La Roma non si USA: non è un business

Il 20/6 riparte il campionato di serie A ma la partita più importante per i tifosi giallorossi non si gioca sul campo ….

di Giorgio Bernabei
Giorgio Bernabei
(17 articoli pubblicati)
James Pallotta

La Roma si appresta a riprendere una stagione in chiaroscuro che solo una vittoria in Europa League potrebbe ridarle lustro. Ma ciò che preoccupa di più  la tifoseria giallorossa è il futuro. Dopo il defilamento di  Friedklin e  l’entrata in scena di Degrosa che vuole trasformare l’As Roma in un holding a stelle e strisce quando a Bordeaux in un anno di gestione ha lasciato un buco da 50mln, la sensazione venutasi a creare è che si passerebbe dalla padella alla brace. Ma ripercorriamo la storia partendo dall’inizio. Il 27/08/12 James Pallotta attraverso un passaggio di consegne succede a Thomas DiBenedetto diventando il 23° presidente della storia del club capitolino. Si presenta dichiarando già di conoscere l’ambiente: “ So quanto siano pazzi i tifosi romanisti, ma sono preparato voi non sapete quanto sono pazzo io”, mettendo subito al centro del suo progetto la costruzione dello stadio di proprietà. Qui commette il primo errore. Roma città episcopale centro della Santa Romana Chiesa e del Senato italiano è tra le metropoli più corrotte al mondo e questo avviene da secoli, basta dare un’occhiata ai libri di storia per capirlo da soli. Non puoi arrivare sulle sponde del Tevere, individuare l’area dismessa del ex ippodromo di Tor di Valle e decidere di costruirci uno impianto sportivo con tutti i suoi introiti, senza considerare “Il Mondo di Mezzo di Mafia Capitale”, a meno che non ti mandi Al Capone, non si può fare. All’inizio il business era partito bene con gli acquisti di Lamela, Marquihno, Rüdiger, Salah, Allisson, la lista sarebbe ancora più lunga, presi ad una discreta cifra e rivenduti a più del doppio garantendo ottime plusvalenze. La Roma non vince nulla ma rimane nel limbo del calcio che conta classificandosi nei primi posti del campionato italiano  e regalando notti magiche come quella con il Barcellona, che servono a tener buona la gran parte della tifoseria. Ma propio quella notte segna la fine di James Pallotta, da quel 10 aprile inizia la parabola discendente. Una disfatta che però era già nell’aria, per una gestione che non ha mai visto un progetto funzionale pronta a fare il bene della squadra, con un susseguirsi di allenatori e giocatori (non dimentichiamoci Manolas, Pjanić, Nainggolan e Strootman) che alla prima offerta degna di nota vengono ceduti. Gli investimenti del magnate americano sembrano più un riciclo di soldi in un circolo vizioso di denaro pronto ad arricchire iene e sciacalli che gravitano all’ombra del Cupolone. Basta pensare ai 20 milioni di Cristante, i 27 a Zonzi , i 17 per Kluivert che se ora verrebbe scambiato con Rugani rappresenterebbe un affare e per finire la ciliegina sulla torta i 42 di  Schick. Ma anche l’arrivo di giocatori come Jesus Jesus, Santon, Pastore, Defrel gente non da Roma giunti ormai quasi a fine carriera con contratti lunghi e onerosi, che fanno da contraltare a cessioni troppo affrettate di giocatori quali Romagnoli, Caprari e Politano. Per non parlare del via vai di giovani pagati a peso d’oro : Uçan, Bianda, Cetin è finiti nel dimenticatoio senza una valorizzazione. Valorizzazione avvenuta per Zaniolo e Pellegrini che insieme al turco Under sono tra i possibili sacrificati per risanare le casse giallorosse. Propio il centrocampista romano che fu al centro di una trattativa compra/recompra con il Sassuolo è il maggior indiziato a lasciare la casacca giallorossa, confermato dal forte interessamento dei capitolini per il suo alterego Radja Nainggolan come contentino da dare ai tifosi. Da risolvere anche la gestione Dzeko con un contratto troppo esoso per la società, la cui cessione darebbe ampio respiro alle finanze di Trigoria, ma invece si pensa ad un suo vice ovvero Moise Keane che negli ultimi anni ha creato più guai che occasioni da goal, un classico affare per tutti gli avvoltoi che volano intorno al Colosseo. Insomma l’incubo di tornare al Forza Roma .... Forza  Lupi .... Son tornati i tempi cupi .... incombe sempre di più  nei pensieri dei tifosi giallorossi.

Fonte: l'autore Giorgio Bernabei

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