La polemica sulla lotta salvezza: “De necessitate pecuniae”

Dopo le polemiche post SPAL-Juve esplode il dibattito su come non condizionare il finale di campionato: si ai premi in base alla classifica, no ai play-out.

di Marco Annesanti
Marco Annesanti
(7 articoli pubblicati)

La lotta per la salvezza si infiamma. Se al momento sarebbero virtualmente retrocesse Chievo, Frosinone ed Empoli, nessuna delle compagini al di sopra, fino alla SPAL distante 6 punti (Sassuolo e Cagliari hanno un margine rassicurante sulla terzultima), può dormire sogni tranquilli. Questo mini-campionato di 6 partite, che decreterà la discesa in serie B, tuttavia, è iniziato all'insegna delle polemiche. Nella scorsa giornata, infatti, la SPAL ha sconfitto a sorpresa per 2-1 la Juventus, che si è presentata in campo con una formazione rimaneggiata e infarcita di ragazzi della primavera e della squadra B, per preservare molti titolari in vista del ritorno di Champions con l'Ajax.

Le reazioni degli allenatori delle squadre coinvolte nella lotta salvezza non si sono fatte attendere e non sono state certo positive: Mihajlović lo ha ritenuto un comportamento ingiusto e una mancanza di rispetto, mentre Andreazzoli non è stato certo felice di aver visto allungare in classifica una diretta concorrente. Tudor, invece, ai microfoni di Radio 1, ha commentato così: «un allenatore ha diritto di schierare quella squadra se ha già vinto. Quella è anche una fortuna di calendario, bisogna pensare a se stessi e pedalare. La Juventus può concedere punti ed essere distratta dalla Champions? Sì, hanno già vinto e può succedere. Le serve solo un punto, può prenderlo quando vuole. Hanno la Champions e l'allenatore può fare queste scelte».

Tudor afferma che Allegri può fare ciò che vuole e che sicuramente il calendario ha favorito la formazione di Ferrara che, se avesse affrontato prima la Juve, probabilmente si sarebbe trovata di fronte una squadra diversa. Ha anche sottolineato, però, che bisogna pensare a se stessi, cogliendo un punto determinante del dibattito: in Italia si pensa troppo al risultato dell’altro prima che al proprio e si cerca sempre di trovare un alibi per scagionarsi in parte dalle sconfitte, prima di fare autocritica.

Detto questo il problema dell’influenza di alcuni risultati nella lotta salvezza rimane: come fare? Il caso della Juve è sui generis ma, negli anni passati, si sono viste diverse squadre che, una volta raggiunti gli obiettivi di classifica (spesso una salvezza anticipata), hanno cominciato a inanellare una serie di risultati negativi favorendo alcune delle squadre ancora in corsa per i propri.

Una soluzione per evitare il ripetersi di queste situazioni potrebbe essere trovata nell'istituzione di premi in denaro da assegnare a ogni squadra in base alla posizione finale in classifica. Questo discorso non può essere fatto per la prima in classifica chiaramente, però può avere un senso per le compagini di centro classifica che, vista magari la necessità di mantenere un bilancio positivo o di ripagare debiti o di investire sul mercato per la prossima stagione, probabilmente considererebbero l’assegnazione dei premi e cercherebbero di fare il meglio possibile. In tale modo quello che viene definito “falsare” il campionato (non solo in zona retrocessione, ma anche in zona piazzamento nelle coppe europee!) verrebbe ridotto al minimo e molte squadre non “perderebbero la motivazione” nelle ultime giornate.

La possibilità di inserire i play-out non è convincente, innanzitutto per il numero di formazioni che li disputerebbero: 2 come in serie B e C o 4 come in serie D? Se fossero solo 2 il problema rimarrebbe perché diverse squadre resterebbero salve; se fossero 4 si potrebbero disputare tra 19ª e 16ª e tra 18ª e 17ª, oppure retrocedendo direttamente anche la 19ª e inserire nella griglia anche la 15ª. Ma sarebbe corretto che compagini posizionate meglio in classifica delle dirette avversarie alla fine di 38 giornate debbano rischiare la stagione per una sola partita?
No, perché la stagione deve essere quella regolare e ogni play-out (e anche play-off), sebbene aumenti lo spettacolo, sarebbe (ed è) ingiusto perché porterebbe a risultati che non rispecchierebbero i veri valori in campo visti nell'arco dell’intero campionato.

SPAL-Juventus
Fonte: l'autore Marco Annesanti

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