La (non) comunicazione nel calcio moderno

Nella 2019 tante storie di alti e bassi, di frasi incomprese, di bandiere orgogliose e di mancanza di autostima...

di Stefano Masini
Stefano Masini
(19 articoli pubblicati)
IntSam21SG

Oggetto a molti misterioso, la comunicazione si sta ritagliando un ruolo sempre più importante nella società moderna. Lo sviluppo costante delle nuove tecnologie e dei social network ha fatto sì che fosse necessario porsi agli utenti seguendo strategie ben precise: ormai tutte le istituzioni, così come le imprese, possiedono una propria assemblea di comunicazione; e non risulta assurdo vedere quante società sportive si stiano affidando a esperti del settore.

Ma cosa succede quando calciatori, allenatori o chi per loro esce dagli schemi della comunicazione? I comunicatori non possono controllare tutto da dietro la scrivania. Ci sono situazioni in cui salta tutto. Le ripercussioni? Ben più grandi di quanto ci si aspetterebbe, spesso fatali. L'epicentro del disastro comunicativo di questo 2019 è stata Milano, sede di Inter e Milan, nonché di tre casi eclatanti che andremo ad approfondire...

SPALLETTI, PAROLE SBAGLIATE NEL LUOGO SBAGLIATO - Febbraio. Conferenza post-partita di Parma Inter 0-1... "Mauro [Icardi] potrebbe sicuramente fare meglio, ma evidentemente qualcosa glielo impedisce. Da parte mia posso solo dire di non aver creato alcun caso: la società chiarisca in fretta una situazione". Qui Luciano Spalletti ha voluto fare il passo più lungo della gamba e intromettersi in una questione che stava gestendo la società. Ma un allenatore non può dire ciò che pensa su una questione così rilevante? Certo che sì, ma nei luoghi adatti e con chi ne compete. In parte aveva ragione, perché di sicuro non l'aveva creato lui il "caso Icardi"; fatto sta che con questa dichiarazione il tecnico toscano non ha fatto che alimentarlo e indispettire la dirigenza. La serie di frecciatine con il nuovo ds Beppe Marotta già alludeva al divorzio di giugno e all'arrivo di Antonio Conte.

ICARDI, IL CUORE E L'ORGOGLIO - Mauro Icardi dopo sei stagioni in nerazzurro perde la fascia e il posto in squadra. Non è mai stata fatta chiarezza su questo caso, di cui però si è parlato tanto e forse anche troppo. Al di là di Wanda Nara, della Juventus, dell'infortunio e tutto quello che potrebbe esserci stato dietro, concentriamoci su quella che è stata (o non è stata) la contromossa dell'argentino. "Negli ultimi tempi la stampa ha riportato notizie che non rispecchiano il mio pensiero e la mia volontà [...] ho più volte comunicato alla Società la mia intenzione di rimanere [...] l'Inter è la mia famiglia. Il tempo dirà chi ha detto la verità. Forza Inter, sempre", recitava un post sul suo profilo Instagram. Parole forti che facevano sperare gli ultimi romantici di fede nerazzurra; d'altronde Icardi aveva le carte in regola per diventare una bandiera della beneamata. Eppure in tutto il periodo da separato in casa queste parole non si sono tramutate in fatti: mai una spiegazione ai microfoni, mai un mea culpa per ripartire da zero. E' qui che ha perso anche quel briciolo di sostenitori rimasti. L'Inter e Icardi si sono lasciati nel peggiore dei modi. Ora Maurito cerca di rifarsi un nome ai piedi della Tour Eiffel. 

GIAMPAOLO, REMARE CONTRO SE' STESSI - Una vita di gavetta per arrivare fin qui, alla Scala del calcio con lo stemma del Milan sulla giacca. Il destino credeva in Marco Giampaolo e voleva premiarlo; ma Giampaolo non ha creduto in sé stesso e quel destino è finito per schiacciarlo. C'è chi potrebbe non cogliere il nesso logico tra quest'esonero e la comunicazione, ma la sua disfatta inizia proprio davanti ai giornalisti. Elogia la propria idea di gioco ("testa alta e giocare a calcio"), perde all'esordio in casa dell'Udinese e subito la rinnega così: "La partita mi ha dato diversi spunti. Il 4-3-1-2 non è adatto ai nostri attaccanti. Non voglio rischiare di snaturare i giocatori". Se non credi nel tuo progetto perché dovrebbero farlo Maldini e Boban, o i tifosi? Prima campanella d'allarme, ma non ne serviranno tante altre: tempo e cattivi risultati hanno portato alla decisione che conosciamo. Dispiace che in parte sia dovuta ad una debolezza comunicativa.

IntEmp21MI9
Fonte: l'autore Stefano Masini

DI' LA TUA

0
0 COMMENTI

Inserisci qui il tuo commento

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.