La Nazionale e la voglia di PO PO PO

Il celebre coro che nel 2006 ha accompagnato il trionfo della squadra di Lippi può essere letto come acronimo di una nuova rinascita azzurra

di Leandro Malatesta
Leandro Malatesta
(122 articoli pubblicati)
Italy Training Session And Press Confere

Che in casa Italia sia cambiata la musica ce ne siamo accorti dopo le ultime prestazioni convincenti della Nazionale guidata da Mancini. Le due imminenti sfide contro Portogallo (partita valida per la Nations League) e USA (amichevole) ci diranno la bontà dei passi compiuti.

Ma dato che quando la musica è finita gli amici se ne vanno è tempo per la squadra azzurra di tornare al ballo delle grandi.

Nell'estate del 2006 in quel ballo siamo stati eletti trionfatori e la colonna sonora era quel PO PO PO (melodia nata sulla canzone Seven Nations Army degli White Stripes) che nessuno potrà mai scordare.

Forse l'Italia di Mancini è ripartita proprio dal PO PO PO che potrebbe venir utilizzato quale acronimo di qualcosa di più grande. Sarebbe lecito leggere e tradurre il PO PO PO in POssesso - POtenziale - POssibile.

POSSESSO: perché con l'ex allenatore di Manchester City ed Inter la nazionale ha rimesso al centro il gioco ma non solo come esibizione estetica del vorrei ma non posso. Mancini ha saputo studiare con attenzione le caratteristiche di ogni singolo calciatore e cucire il vestito migliore per la squadra. Testimonianza ne è il cosiddetto "tridente leggero" composto da Insigne - Chiesa - Bernardeschi schierato il mese scorso contro Ucraina e Polonia. L'idea di gioco però grazie al Mancio si è fatta concreta perché la vera sfida era unire il pragmatismo alla bellezza. Sia chiaro, la strada è ancora lunga ma il percorso intrapreso sembra giusto e qualche passo falso va messo in considerazione.

POTENZIALE: perché per ricominciare da zero è necessario ripartire sempre da se stessi e da ciò che già si ha. Questo è quello che ha fatto il selezionatore azzurro sfatando anche il tabù del convocare ragazzi che giocano nel campionato di Serie B (Tonali) o ragazzi che nemmeno avevano debuttato in Serie A (Zaniolo). Sono anni che sentiamo ripetere che il nostro movimento non produce più talenti, questo in parte può essere vero, ma va detto che la pazienza è l'unica prerogativa per arrivare là dove si vuol giungere e così i ragazzi vanno aspettati e fatti crescere con la consapevolezza che rimanere fermi un giro (mancata qualificazione al Mondiale per esempio) è cosa dolorosa ma a volte necessaria. I calciatori giovani ci sono ed ai già citati Tonali e Zaniolo vanno aggiunti anche Kean, Pellegri, Orsolini, Adjapong, Favilli, Calabria solo per citarne alcuni.

POSSIBILE: perché ciò che deve fare Mancini è convincere i suoi ragazzi che è possibile tornare a guardare tutti dalla vetta della Coppa del Mondo. Possibile non è solo una parola seducente, ma deve divenire un diktat scevro da ossessione ma denso di fiducia in ciò che è alla portata di una squadra che deve guardare a un lasso di tempo medio-lungo (Europeo 2020 e Mondiali 2022). La capacità di trasformare il probabile in possibile è nelle mani dello staff del Mancio che deve sfruttare ogni istante trascorso con i calciatori e renderlo fruttuoso. Possibile è stato anche però sciogliere la tensione del rilancio ad esempio introducendo la musica a fare da colonna sonora degli allenamenti, perché Mancini DJ è il simbolo del desiderio e del fatto che realizzare i propri sogni non passa mai attraverso l'assillo ossessivo, ma esso diventa più concreto tanto quanto più diventa reale la leggerezza con la quale si persegue l'obiettivo. 

L'acronimo del PO PO PO non è però una formula matematica, bensì l'auspicio di poter tornare a festeggiare tutti insieme nelle piazze italiane e a gioire uniti come poche volte (purtroppo) capita in questo nostro Paese.

La fonte dell'articolo è l'autore Leandro Malatesta

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