La Nazionale del campionato, ma senza Mondiale è un anno buttato

Giochiamo a comporre una Nazionale della stagione appena conclusa

di Carlo Pogliani
Carlo Pogliani
(11 articoli pubblicati)

Con la finale di Kiev di sabato venturo, finisce una stagione che, a differenza di altre, è stata affascinante per svariati motivi. La galoppata della Roma in Champions, il duello infinito Juve/Napoli, la Lazio della Supercoppa Italiana, l’Atalanta dei miracoli su entrambi i fronti e le milanesi zoppicanti ma al traguardo Champions ed Europa League. La tristezza stagionale è legata alla mancata partecipazione della Nazionale Italiana al Mondiale in Russia, una vera mazzata considerando chi ci ha lasciato a casa: la Svezia orfana di Zlatan Ibrahimovic!

Giochiamo quindi a comporre una Nazionale della stagione appena conclusa, tenendo conto di tutte le manifestazioni andate in onda: Campionato, Coppa Italia, Champions ed Europa League. Le squadre che sono state in lotta per un posto Champions avranno più considerazione da parte mia rispetto a quelle che hanno lottato per un posto Europa League, quelle nel limbo o in lotta retrocessione non avranno calciatori in questo che va considerato comunque un gioco. Partiamo da chi lo scudetto (e la Coppa Italia) lo ha vinto, la Juventus. Quattro giocatori: Buffon, Chiellini, Pjanic e Douglas Costa. Buffon ha palesato qualche piccola incertezza nel torneo continentale, ma in Campionato ha rasentato la perfezione, gli altri tre sono ormai titolarissimi a tutti gli effetti. Napoli, tre interpreti straordinari: Koulibaly, Allan e Insigne.

La Roma merita un capitolo a parte. In campionato, sopratutto tra le mure amiche, ha palesato insicurezza confermata da risultati altalenanti, in Champions, dopo aver superato da prima nel gironcino Chelsea e Atletico Madrid, ha continuato la cavalcata eliminando prima chi aveva estromesso il Napoli (Donetz) e poi nientepopodimeno che il Barcellona.  Anche qui tre giocatori: Allison, Kolarov e Dzeko. Il portiere, in particolar modo, ha timbrato una stagione a dir poco straordinaria.

Tre giocatori anche per l’Inter: Handanovic, Shriniar e Icardi senza se e senza ma, una spina dorsale di tutto rispetto con terminale il capocannoniere del torneo.

La Lazio ha fatto un grande Campionato e un altrettanto fantastico percorso in Europa League, ma a venti metri dal filo di lana è caduta come Dorando Pietri in entrambe le manifestazioni, palesando insicurezze mentali insospettabili fino a quel punto. Tre nomi: Milinkovic Savic, Luis Alberto e Ciro Immobile.

Una parola in più va spesa per il centrocampista/tuttocampista serbo: in questo momento il miglior giocatore del nostro Campionato. Fisicità (lui arriva di petto dove gli altri non arrivano di testa), senso tattico al di fuori della norma e movenze Zidaniane che ne certificano la eccelsa e sopraffina tecnica balistica: un prospetto di fuoriclasse assoluto.

Due giovani nomi per il Diavolo rossonero: Cutrone (18 reti stagionali suddivise tra Campionato, doppia cifra, Europa League e Coppa Italia) è un classe novantotto, Chalanoglu ha una sensibilità destro/sinistro e una pulizia nell’impatto della sfera che da tempo non si vedeva a queste latitudini...

Atalanta, due calciatori al di sopra del resto della compagnia: Caldara e Cristante.

La Fiorentina ha un giocatore che tutte le altre squadre le invidiano: Chiesa, un’ala vecchio stampo catapultata nel gioco moderno. . . . un prossimo pilastro della nostra Nazionale, pronto a scommettere. La Viola ha fatto un miracolo: una serie impressionante di risultati positivi dopo la scomparsa del suo capitano, Davide Astori.

Tirando le somme, tanti convocati... e l’undici titolare? Il mio è il seguente: Allison in porta, sposto Caldara a destra e metto Kolarov a sinistra. Coppia centrale Chiellini e Koulibaly con il metronomo Pjanic davanti alla difesa. Intermedi di centrocampo Allan e Milinkovic Savic con Douglas e Chiesa sugli esterni. Centrattacco? Icardi, ma anche chi sceglie Immobile e Dzeko non sbaglia. Allenatore Gasperini.

Dimenticavo il capitano... la stagione ne ha consacrato uno che purtroppo non c’è più. Un capitano, c’è solo un capitano: ciao Davide!

Nazionale Italian
Fonte: l'autore Carlo Pogliani

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