La lettera di Patierno del Bitonto non lo assolve dal suo incubo

In una accorata e tardiva lettera di scuse, il bomber del Bitonto si scusa con la sua città per avere venduto la serie C per un tozzo di pane...

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(346 articoli pubblicati)
Patierno

Il 5 Maggio del 2019, in una storica intervista a Gianluca Di Marzio, noto giornalista Sky esperto di mercato, Cosimo Patierno disse di avere "pianto per la sua città e di non volersi fermare più".  

In quella stessa intervista si affermava poi:

"La carriera di Cosimo è l’emblema di chi ha basato tutto sui principi, sul lavoro e sul sacrificio: “Io non ho mai mollato, anche quando le cose andavano male”. Una vita vissuta sui campi di Serie D, nonostante il suo talento e le annate caratterizzate sempre da tanti gol : “Sinceramente non capisco come mai non abbia fatto il salto di qualità. Spesso ci penso quando sono solo. Forse i tempi non erano ancora maturi”.

Un anno dopo, dopo la promozione del Bitonto dopo il lockdown si era scritto inoltre:

"41 gol negli ultimi due anni e le sirene di mercato che arrivano da ogni parte d'Italia. Cosimo Patierno è senza dubbio l'oro del Bitonto delle meraviglie, capace di chiudere al primo posto il girone H prima della pausa forzata. Merito di una difesa di ferro, per gran parte della stagione la migliore d'Europa, ma soprattutto dei 20 gol in campionato dell'attaccante classe 1991. Un rapporto speciale con la sua città, che ha riportato in serie D, e a cui adesso ha regalato, in attesa dell'ufficialità, il professionismo. Sul classe 1991 però sono tante le voci di mercato... "

La favola però si è interrotta dopo la scoperta delle intercettazioni di Anton Giulio Picci, in cui era chiaro che la gara Picerno-Bitonto del 2018 veniva chiaramente aggiustata. Complice di Picci, Cosimo Patierno che ha tradito la sua città vendendosi quella partita, sbeffeggiando chi crede che il calcio abbia davvero dei valori e negando alla sua stessa città di origine la serie C (per la prima volta nella storia).

Una storia che ha fatto passare il centravanti da "campione" a "venduto": un tempo amato dai tifosi e compagni di squadra che mai avrebbero pensato a un simile tradimento, ora considerato non a torto traditore della sua gente.

La lettera aperta di scuse spedita ai suoi tifosi sembra quella di chi è stato scoperto con le mani nella marmellata. Un cliché tipico di chi si pente a scoppio ritardato, ma che lo fa solo perché scoperto in maniera inequivocabile: se no nessuno avrebbe saputo.

Bitonto, bitontini, tifosi ….. Avete presente la sensazione di un treno in piena corsa che vi travolge e vi porta via con sé, senza lasciarvi alcuna possibilità di fuga? Bene, è con quel tipo di umore che vi scrivo queste parole che sento di dovervi. Partiamo dal principio: HO SBAGLIATO E CHIEDO PUBBLICAMENTE SCUSA!!! E lo faccio con molta umiltà, pentimento e convinzione. CHIEDO SCUSA a tutti voi che amate quella maglia e quei colori, se mi sono lasciato travolgere da qualcosa che era nettamente più grande di me. Col senno di poi non lo rifarei affatto...(lacrime di coccodrillo, se non lo avessi fatto e basta sarebbe stato meglio). Sto pagando per ciò  che ho fatto e lo sto facendo senza sconti, come é giusto che sia, ma non potete neanche immaginare quanto sia difficile e doloroso il cammino che ho intrapreso. Una delle cose che mi fa più male, forse quella che mi devasta a livello morale, è sapere di aver infranto il mito di tanti bambini.“

Tralasciando il resto della lettera, piena di luoghi comuni e di scuse inaccettabili, è chiaro che questa storia getta definitivamente discredito sul giocatore. Picci, almeno, ha deciso di rimanere in silenzio e aveva anche delle ragioni (mai giustificabili sia chiaro ndc) per accettare questa corruzione vera e propria.

Si sa che nel calcio, ricco o povero che sia, vendersi una partita succede, è successo e succederà ancora: ma cercare di far credere che quello sia stato il primo sbaglio di una carriera non è mai credibile! Quando un giocatore non fa carriera, nonostante grandi mezzi, ci sono spesso lati oscuri e storie mai raccontate che nell'ambiente si conoscono bene.

Patierno ha fatto male prima e dopo: un silenzio rispettoso per i suoi tifosi sarebbe stato gradito molto di più.

Patierno
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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