La Juventus e quella patata bollente di Higuain

Da pezzo da novanta a fulcro del mercato: il Pipita al centro di clamorose speculazioni.

di Alessio Nana
Alessio Nana
(1 articoli pubblicati)
during the Serie A match between Juventu

Quei novanta milioni pesano ancora. Quello scatto bruciante arrivato dal quartier generale della Vecchia Signora tenne banco per tutta l'estate 2016. La Juventus aveva calato il jolly, non solo indebolire una potenziale rivale derubandola di un uomo record capace di segnare a valanga nel nostro campionato, ma soprattutto gridando all'Europa intera che il vecchio lustro era stato rispolverato. Allegri aveva il suo top player, quello che nel solo giorno della presentazione aveva già indirizzato il campionato che ancora doveva nascere.

Due anni dopo la situazione è ben diversa, nonostante un doppio double di trionfi e una Champions persa solo all'ultimo atto. La magra riconoscenza ad un campione indiscusso, e, rarità, poco chiacchierato fuori dal campo. Assurdo asserire che Higuain in bianconero sia stato un flop colossale, eppure la mancata coppa con le orecchie ha portato tifosi di ogni colore a far pesare quei 90 milioni come l'investimento peggiore degli ultimi anni, dimenticandosi in maniera beffarda che se la Juventus avesse battuto il Real Madrid allora saremmo ancora a elogiare Marotta e Paratici. Una partita non può svalutare un campione, neppure se non avesse visto palla per novanta minuti. 

Oggi Higuain ha 31 anni, è un centravanti letale che sarebbe titolare in ogni top team europeo, eppure non è più il protagonista assoluto dell'undici bianconero che forse preferirebbe rinvangare, a pari prezzo, l'amore per l'ex pupillo Morata. Due giocatori che più diversi non si può. Ma siamo sicuri che il Pipita sia già pronto al pensionamento anticipato? Di bomber di razza cosi ne nascono due o tre per generazione. In più si tratta pure di un giocatore generoso e spesso decisivo, al di là delle critiche nelle partite che contano. Tra le sue vittime Milan, Fiorentina, Inter, Roma, Monaco, Tottenham. Oltre ovviamente al Napoli, zittito in più occasioni persino al San Paolo.

Insomma, per uno che stecca i big match, sembra invece un bel curriculum. Fossimo in Allegri ci penseremmo due volte prima di perdere un simile gioiello. Soprattutto dopo esserci guardati intorno alla ricerca di un potenziale sostituto. Che, per finalità tecniche e tattiche, non può essere Morata.

Fonte: l'autore Alessio Nana

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