La giovane Italia di Mancini è pronta a ripartire

Manca poco alle partite che vedranno impegnata la nazionale italiana nelle prime sfide di qualificazione ad Euro 2020

di Leandro Malatesta
Leandro Malatesta
(121 articoli pubblicati)
Italy Training Session And Press Confere

Ci siamo, ormai manca davvero poco alle partite Italia-Finlandia del 23 marzo e Italia-Liechtenstein del 26 valide per la qualificazione agli europei del 2020. Abbiamo congedato la squadra di Mancini con un finale di 2018 che lasciava intravedere sprazzi di luce ed è quindi arrivato il momento che tale barlume si propaghi fino ad illuminare il futuro prossimo filtrando attraverso idee di gioco che il nostro commissario tecnico ha ben chiare in testa. 

Lo stage del mese scorso avrà decisamente influito in tal senso e la speranza concreta è quella di ritrovare un gruppo che ha ben presente cosa fare. I prossimi avversari che non sono posizionati di certo ai primi posti del ranking mondiale per valori tecnici possono in qualche modo rendere meno ardua la ripresa agonistica in attesa di avversari più impegnativi con la prerogativa però di non sottovalutare nessuno dato che tale errore si rivelerebbe un peccato mortale di presunzione e questo "lusso" nel calcio moderno non è concesso a nessuno.  Le convocazioni ancora non sono state diramate ma ciò che ci sembra obbligatorio prendere come punto di partenza è la Giovane Italia costituita dai ragazzi che rappresentano il futuro oggi. 

Donnarumma, Romagnoli, Zaniolo, Calabria, Cutrone, Cristante, Barella sono elementi dai quali non si dovrebbe prescindere quantomeno negli impegni a breve scadenza vista la carta d'identità ma anche lo stato di salute decisamente positivo. La difesa come detto  vede tra i pali un Donnarumma in forma strepitosa, mentre se Chiellini è la certezza di una storia che non va accantonata magari schierare al suo fianco Romagnoli al posto di Bonucci non significherebbe un principio lesa maestà ma prove tecniche di futuro. Così come nel ruolo di terzino i nomi di Calabria De Sciglio potrebbero completare un reparto arretrato che deve fare della solidità il proprio marchio di fabbrica. 

A centrocampo il nome "nuovo - vecchio" è sicuramente quel Zaniolo che l'ex allenatore di Inter e Manchester City aveva già fatto rientrare nella lista dei convocati senza nemmeno che il ragazzo avesse ancora esordito in serie A. Nicolò Zaniolo ha tutto per fare bene anche nel centrocampo azzurro con la propria duttilità che lo rende un "tuttocampista" moderno e completo. 

Jorginho il quale pare aver ritrovato fiducia con la maglia del Chelsea è elemento di qualità indispensabile, mentre Lorenzo Pellegrini e Bryan Cristante, accantonato il periodo costellato di saliscendi alla Roma, potrebbero in Azzurro tornare a lavorare con più serenità. Non va dimenticato Verratti il quale però con la Nazionale sembra dover sempre dimostrare ancora qualcosa e il dualismo con Jorginho potrebbe frenarlo un poco anche se l'idea del doppio playmaker non andrebbe trascurata. "Last but not least" nella mediana azzurra è Nicolò Barella che ha ancora grandissimi margini di crescita ma il suo presente parla di tanta quantità e qualità.

In avanti naturalmente ciò che serve sono le reti e  non va pertanto nascosta la difficoltà mostrata negli ultimi tempi nel trovare un bomber in pianta stabile. I nomi di Belotti ed Immobile sono i nomi più spendibili a livello internazionale ma Cutrone ha saputo mettersi in luce quando è stato chiamato in causa anche se ora l'arrivo in casa Milan del Re Mida Piatek ha decisamente limitato le possibilità per il ragazzo cresciuto nel vivaio rossonero. Nell'attacco italiano però c'è da tempo ormai un convitato di pietra che mostra sempre la propria presenza anche quando è assente. Ovviamente il riferimento è a quel Mario Balotelli che tutti aspettano da tempo nemmeno fosse Godot. Le ultime prestazioni con la maglia del Marsiglia ci restituiscono un Super Mario motivato ed efficace in zona goal. L'ultima marcatura con tanto di esultanza social via Instagram sono un chiaro messaggino diretto a Mancini. 

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Fonte: l'autore Leandro Malatesta

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