La Francia è campione del Mondo. Croazia seconda a testa alta

Come venti anni fa, la Croazia si ferma a pochi passi dal traguardo, nuovamente per mano della Francia, ormai la sua"bestia nera"

di Antonio Salvati
Antonio Salvati
(78 articoli pubblicati)
I festeggiamenti della Francia

E alla fine la Francia si riprende, con tutti gli interessi, quanto sottrattagli due anni fa, perdendo la finale di Euro 2016, in casa contro il Portogallo e bissando il successo di Francia 1998, con la grande soddisfazione per Didier Deschamps che, vent'anni dopo aver alzato la Coppa del Mondo, da capitano, stavolta si "accontenta" di vedere i suoi ragazzi alzare la coppa al cielo sotto il diluvio di Mosca. 

Deschamps entra così nella leggenda, essendo il terzo allenatore che riesce a vincere un Mondiale sia da calciatore che in panchina, andando a tenere compagnia Zagallo e Beckembauer in questo speciale e ristrettissimo novero di allenatori. Complimenti dunque alla Francia, brava nel suo cinismo e pragmatismo nel saper sfruttare al meglio, nell'intero arco della competizione, le (potenti) armi a sua disposizione.

Ne ha fatte le spese la Croazia, che questa finale l'ha giocata anche meglio della Francia, ma forse arrivata stanca e poco lucida mentalmente, dopo le dure battaglie sostenute con Danimarca, Russia ed Inghilterra. Tanto possesso palla per gli uomini di Dalic, buonissimo predominio territoriale, ma piuttosto sterile in fase conclusiva. Se si eccettua il gran gol di Perisic, con la quale la Croazia ha risposto all'autogol di Mandzukic e un tiro di Rebic nella ripresa, non ricordo grandi interventi di Lloris. Anzi, l'unico intervento del portiere francese è costato il secondo gol croato, griffato Mandzukic: una nefandezza che poteva costare davvero cara ai "bleus" che, fortuna loro, erano già forti di un largo vantaggio (si era sul 4:1).

Molto più fresca la Francia che, consapevolmente, ha deciso di lasciare le redini del gioco all'avversario, attendendo il momento giusto per far male grazie alle specialità della casa: calci da fermo e la velocità dei suoi attaccanti. Ingredienti che opportunamente miscelati si sono rivelati letali per la Croazia che, a metà del secondo è crollata sotto le stoccate di Pogba e Mbappe.

Alla Croazia non sono bastati la tecnica di Modric e Rakitic e neppure la velocità di Perisic. A questa squadra manca forse di un attaccante vero che in area sappia offrire un punto di riferimento e sappia far male. Mandzukic è un centravanti generoso, forse fin troppo, che con il tempo si è snaturato, diventando un attaccante di sacrificio a cui non gli si può chiedere di più oltre quello che già fa. Kramaric e Rebic sono dei buoni giocatori ma onestamente non di caratura superiore.

Ma al di là dei valori espressi in campo, complimenti ad entrambe le squadre: alla Francia per aver vinto ed alla Croazia per aver quasi compiuto un miracolo calcistico. A questo punto, però, il Mondiale appena conclusosi cambia notevolmente lo scenario inerenti al vincitore del Pallone d'Oro. La vittoria della Francia spariglia le carte in tavola ed ora la vittoria di Cristiano Ronaldo non appare più così scontata come lo era prima dell'inizio del Mondiale. Mbappe, Griezmann e addirittura Varane potrebbero spodestare il portoghese dal suo trono, così come Modric potrebbe giocarsi le sue ottime chances almeno per un posto sul podio.

C'è ancora tempo per decidere, ma sicuramente la vittoria francese ha spostato decisamente l'ago della bilancia a favore di uno dei suoi eroi, e francamente sarebbe un tributo più che meritato per quanto questi ragazzi hanno fatto vedere con la Francia e con i loro clubs. E' tempo di ridisegnare le gerarchie; ha cominciato la Francia che, da oggi, sarà l'avversario da battere tra quattro anni. Ci vediamo in Qatar. Dasvidania Russia, e grazie delle grandi emozioni offerte.  

Fonte: l'autore Antonio Salvati

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