La finale perfetta per un Mondiale fantastico

Ha vinto la Francia, ma la Croazia non ha per nulla fatto da comparsa. Un 4-2 al cardiopalma che chiude un Mondiale bellissimo

di Marco Ghilotti
Marco Ghilotti
(99 articoli pubblicati)
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É stato il trionfo della globalizzazione e del mondo libero. 20 anni dopo, la stessa Francia che aveva sorpreso unito un Paese intero con la sua multiculturalità, ritorna alla vittoria sotto il cielo di Mosca. In effetti, su undici titolari i figli della globalizzazione sono sette:  Umtiti (Camerun), Varane (Martinica), Hernandez (Spagna), Pogba (Guinea), Kanté (Mali), Matuidi (Angola) e Mbappé (Camerun). É il manifesto del nuovo mondo, della libera circolazione e di tutto quello che segue, ma più che la politica in questa giornata è stato il calcio a trionfare. Perché questa finale, nonostante il livello tecnico mostrato e la spettacolarità non siano state delle migliori, sono stati come sempre 90 minuti eccezionali.

L'ha vinta la Francia, che nonostante l'eccessivo pragmatismo secondo qualcuno, ha meritato di sollevare la coppa sotto il cielo piovoso della capitale russa, davanti agli occhi del Presidente Macron, nonché a quelli di Putin e Infantino. É stata brava a sfruttare i momenti di debolezza della Croazia, le palle inattive e gli errori individuali degli avversari, attingendo al talento dei suoi grandi fenomeni come Mbappé e Pogba. Griezmann non ha fatto esaltare il pubblico ma è cresciuto nel corso del tempo. Il gol alla prima con l'Australia, e poi all'ultima con la Croazia, con il gol più importante della sua carriera. Il grande protagonista è stato senza ombra di dubbio l'enfant prodige più famoso del momento, Kylian Mbappé. L'uomo venuto dalla banlieu che con la forza della determinazione e del talento praticamente sconfinato, si è finalmente preso lo scettro mondiale, giusto palcoscenico per un ragazzo del 1998 pronto a dominare il mondo. Una velocità supersonica unita alla qualità stupenda ci restituiscono l'immagine del nuovo fenomeno del calcio internazionale, un mix tra il suo connazionale Henry e Ronaldo "il Fenomeno", sempre con il sorriso sul volto. L'altro protagonista, che ha finito in crescendo, è stato Paul Pogba. Finalmente Deschamps l'ha messo di nuovo nel suo ruolo naturale, quello di mezz'ala, e l'ex Juve non l'ha deluso aumentando la qualità delle sue prestazioni, chiudendo il Mondiale nel modo migliore, con un tiro a giro che ha sancito il 3-1 francese questo pomeriggio. La difesa è stata più ermetica di quanto ci si aspettasse, con Varane e Umtiti come colonne di un tempio che ha retto fino alla fine, perno di un reparto che ha eliminato prima Messi, poi Suarez, ed infine Hazard, De Bruyne e Lukaku subendo zero gol tra quarti e semifinale. Un ultimo applauso al tecnico, più forte delle critiche e capace di vincere la coppa sia da giocatore (capitano peraltro) e poi da allenatore vent'anni più tardi

Onore alla Croazia. Un torneo giocato al massimo, uno spirito combattivo invidiabile, una resilienza tipica di un Paese forgiato dagli orrori della guerra. Modric è stato il suo leader, tecnico e emotivo, meritando il pallone d'oro del Mondiale. Perisic, Mandzukic, Rebic, Vida sono stati tutti gli altri protagonisti del cammino di una nazione che pur avendo solo 4 milioni di abitanti è riuscita ad arrivare in fondo alla competizione. Inferiore secondo molti se l'è giocata fino alla fine con un'avversaria a più tratti superiore. Nonostante la stanchezza, la fatica accumulata nelle gambe (99' in più dei francesi), i ragazzi di Dalic hanno reso orgoglioso un Paese intero, nonché il presidente presente allo stadio. La generazione d'oro ha probabilmente giocato il suo ultimo Mondiale, ma direi che possono ritenersi soddisfatti. 

Questo mondiale è stato fantastico. Le big e i big eliminati, le underdog che arrivano fino in fondo, i gol stupendi, le lacrime di chiunque abbia partecipato, vincitori e vinti. La pulizia dei giapponesi e dei senegalesi, le magiche foto del fotografo travolto da Mandzukic, le tradizioni russe. É stata una festa in tutto e per tutto. Non a caso aspettiamo quattro anni per un evento del genere, per una competizione che coinvolge chiunque. In ogni caso un trionfo mondiale. 

Fonte: l'autore Marco Ghilotti

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