La difficile vita di un top player ai Mondiali

Le grandi delusioni di una kermesse senza particolari colpi di scena

di Mario Martinelli
Mario Martinelli
(8 articoli pubblicati)
Udinese Calcio v FC Internazionale - Ser

In riferimento all’articolo postato al link http://gazzettafannews.it/missioni/al-mondiale-cadono-le-stelle-sopravvalutate-o-il-calcio-sta-cambiando/ vorrei spendere due parole a riguardo di questo Mondiale e dei suoi protagonisti. Come accade in ogni edizione, al momento di tirare le somme, si possono sempre indicare le grandi delusioni e le particolari sorprese rivelatesi durante la kermesse.

Ha sicuramente deluso le attese la detentrice Germania, la quale nonostante le aspettative, ha lasciato la competizione al primo turno e deve ora ripartire da zero (un po’ come la nostra beneamata Italia), con giovani di buona prospettiva. Non da meglio è stata la tanto temuta Spagna, eliminata agli ottavi, la quale ha pagato sicuramente lo scossone scaturito dall’esonero di Lopetegui alla vigilia dell’evento e l’innesto “in casa” di Fernando Hierro non ha certamente aiutato l’ambiente a reagire. Ennesima delusione per un Argentina che si era qualificata agli sgoccioli e che ha disputato un mondiale mediocre, con Sampaoli al timone di una nave che si è trovata in un mare decisamente burrascoso, ed è affondata agli ottavi, sotto i colpi di una Francia gagliarda e guidata da un monumentale Mbappè.

Bene aveva fatto il Portogallo, partito in quarta con un super Cr7 e ko però agli ottavi contro un Uruguay sicuramente apprezzabile, ma troppo Cavani-dipendente: il ko del puntero del PSG, ha infatti ridotto enormemente il potenziale della banda Tabarez, eliminata poi al turno successivo dalla Francia. Sembrava potesse essere ancora la volta del Brasile, che non ha certamente sfigurato, ma è stato eliminato sul più bello dalla pimpante nazionale belga, con Neymar che ha fatto discutere perlopiù per i suoi gesti tecnici alla Tania Cagnotto, anziché per le sue giocate, comunque sempre apprezzabili.

Molte dunque le “Stelle cadute” al Mondiale e, a mio parere, sbagliato parlare di “sopravvalutazione”: del resto si parla di una competizione di un mese dove spesso conta lo stato di forma con il quale si arriva ad affrontarla e, non a caso, la storia ci narra di tanti calciatori esplosi durante le passate manifestazioni che non hanno poi saputo dare seguito al loro grande rendimento mostrato nelle stesse.

Del resto, non tutti i top player hanno la fortuna di poter giocare in nazionale con gli stessi fidati compagni di squadra dei club: esempio lampante è Momo Salah, protagonista tanto atteso alla vigilia, che in questo Mondiale ha sicuramente sentito la mancanza dei compari Firmino e Manè, in quel reparto offensivo egiziano nel quale si è trovato a fare la guerra da solo, senza alleati all’altezza della situazione: per il bomber del Liverpool, un esperienza indimenticabile, che, ne siamo certi, sperava lui stesso potesse andar meglio.

Fonte: l'autore Mario Martinelli

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