La Coppa Italia è in cerca di una nuova formula? Ecco alcune proposte per il rilancio

La nostra competizione nazionale potrebbe tornare ad incrementare la propria popolarità attraverso alcune modifiche al proprio regolamento

di Leandro Malatesta
Leandro Malatesta
(100 articoli pubblicati)
The Tim Cup Trophy Reaches Juventus Head

Per fare una proficua disamina del presente e del futuro di una competizione quale la Coppa Italia andrebbe posta una fondamentale domanda di partenza: la nostra coppa nazionale è ancora capace di piacerePersonalmente la risposta è affermativa e credo che anche la maggioranza dei tifosi si esprimerebbe in questo senso ma è altrettanto innegabile che essa potrebbe migliorare attraverso alcune modifiche al regolamento che seguirebbero le variazioni avvenute negli scorsi anni. Il format attuale prevede 78 squadre (20 di serie A, 22 di B, 27 di serie C e 9 di serie D) con le big che entrano in scena dagli ottavi di finale (oramai imminenti) mentre le altre compagini hanno iniziato a sfidarsi dal mese di Agosto in sfide ad eliminazione diretta mentre le semifinali prevedono scontri di andata e ritorno con la finale che torna ad essere in gara secca. 

Benevento, Entella e Novara sono le squadre reduci appartenenti alle categorie inferiori alla serie A ancora in corsa in questa edizione. Premesso che il paragone con le coppe nazionali di paesi quali Francia ed Inghilterra è difficile da fare se non addirittura controproducente (dato che imitare le formule altrui non è sempre sinonimo vincente), FA CUP e Coppa di Francia sanno spesso regalarci storie di squadre delle categorie più basse che come nelle migliori favole riescono ad eliminare formazioni ben più blasonate e appartenenti alle categorie superiori. Quali potrebbero essere allora le novità per rendere ancor più accattivante la nostra coppa? Prendendo in prestito il lessico della stretta attualità si potrebbe pensare a quota 100, ma non per mandare in "pensione" qualcuno anzi quota 100 sarebbe la quota delle formazioni inizialmente iscritte anziché le 78 previste dall'attuale regolamento. Ampliare la platea delle pretendenti ad un numero maggiore di squadre della serie C e D potrebbe aumentare quella variabile d'imprevedibilità utile a riportare le bollicine in una competizione che ha per grosso limite proprio quello di essere troppe volte scontata nell'esito.

Quota 100 da sola ovviamente non basterebbe; altra idea da vagliare sarebbe quella di far entrare in scena i grandi club in una fase precedente rispetto a quella degli ottavi di finale. In ulteriore analisi va detto che la Coppa Italia dovrebbe essere la competizione degli italiani e invece spesso si finisce col ritrovarsi con gli stadi vuoti. Verso tale limite si ppotrebbe intervenire facendo sì che a differenza di quanto accade adesso le squadre di categoria inferiore possano disputare l'incontro tra le mura casalinghe, mentre in caso di sfida tra pari categoria si continuerebbe a procedere con il sorteggio per l'assegnazione del terreno di giocoPerché un conto è far giocare Roma-Entella a Chiavari in uno stadio Comunale verosimilmente pieno anziché  nella capitale in uno stadio Olimpico che probabilmente resterà con tanti spazi non occupati.

Essendo il calcio uno sport dedicato a tifosi e spettatori questo sarebbe un modo per restituire la magia di questo spettacolo ai fruitori finali e concedere alle realtà più piccole l'onore di ospitare grandi campioni quali avversari. In ultima battuta un altro intervento per la maggior vivacità del torneo sarebbe di poter portare al livello di scontro diretto anche le semifinali eliminando così il doppio incontro. La possibilità di ricreare la sfida tra Davide e Golia anche per la finale della Coppa Italia è il sogno di ogni appassionato di calcio nonché l'augurio per poter dare nuova linfa alla nostra amata coppa nazionale.

Juventus Press Conference
Fonte: l'autore Leandro Malatesta

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