La Copa Libertadores adesso parla guaraní

En plein Paraguay: Libertad, Olimpia e Cerro Porteño qualificate agli ottavi con una giornata di anticipo.

di Marco Annesanti
Marco Annesanti
(7 articoli pubblicati)

Una crescita costante: così è sintetizzabile il cammino del calcio guaraní nella Copa Libertadores. Le tre squadre che hanno avuto accesso alla fase a gironi, infatti, hanno raggiunto la qualificazione con una giornata di anticipo e almeno due potrebbero classificarsi come prime. Il dato da tenere in considerazione è che, nelle due annate precedenti, a qualificarsi siano state solo il Guaraní nel 2017 e Libertad e Cerro nel 2018, tutte eliminate agli ottavi di finale. Andiamo ad analizzare, perciò, con maggiore attenzione, i tre club paraguaiani.

Il Club Libertad de Asunción è l’unica delle tre ad essersi qualificata ai gironi passando per i preliminari. El Gumarelo ha prima sconfitto i boliviani del The Strongest ed ha eliminato ai calci di rigore l’Atlético Nacional de Medellín, vincitore della Libertadores 2016. La compagine di Chamot è stata inserita in un girone difficile, con Rosario Central, Universidad Católica e Grêmio, ma ha risposto alla grande: 12 punti nelle prime 4 partite ed una sola sconfitta (mercoledì, 0-2 contro il Grêmio). La squadra bianconera ha realizzato 10 gol, risultando il secondo miglior attacco del torneo, e subendone 5, ed ha utilizzato moduli diversi, partendo dal 4-4-2 per poi passare al 4-2-3-1 (e al 4-1-4-1). Inizialmente all'attaccante ex Benfica Cardozo, autore di una rete, era stato affiancato A. Martínez (2 gol per lui), ma successivamente quest’ultimo è scivolato in panchina a favore di Recalde, trequartista dotato di buona tecnica. Ai suoi lati agiscono il trentenne A. Bareiro, piccolo e rapido esterno offensivo, e R. Rivero, giocatori bravi nel creare molti pericoli alle difese avversarie grazie alla loro velocità e ai loro inserimenti.

Anche l’altra squadra di Asunción, l’Olimpia, a meno di clamorosi scenari, chiuderà da prima il proprio girone, forse qualitativamente inferiore ma non per questo meno equilibrato, tanto che Universidad de Concepción, Godoy Cruz e Sporting Cristal sono ancora in corsa per il secondo posto. Il team di Garnero si è sempre schierato con un 4-3-1-2 che ha messo in seria difficoltà le proprie avversarie e ha proposto manovre offensive interessanti. Il modulo permette di concentrare il gioco nella porzione centrale del campo e di liberare così le fasce, dove trovano spazio i due terzini di spinta Olivera e Otálvaro e le due mezzali, molto propense all’inserimento, Rojas e Silva. La vera forza del Decano, però, è nel reparto avanzato, composto dall'immortale Santa Cruz (38 anni) e Camacho, supportati da Mendieta o Viudez, in continuo ballottaggio: insieme hanno realizzato 7 dei 9 gol totali. Naturalmente un gioco molto arioso e votato all'attacco presenta il problema di trovare gli equilibri difensivi e le 5 reti subite sarebbero potute essere anche di più.

Ad un sobborgo di Asunción, il Barrio Obrero, appartiene, invece, il Cerro Porteño, squadra in cui storicamente si sono identificate la classe operaia e quelle meno abbienti. Rispetto alle altre formazioni paraguaiane, quella di Jubero dimostra una maggiore compattezza: punteggio pieno, solo 2 gol subiti a fronte di 8 segnati e il 75% delle vittorie ottenute di misura. Il Cerro non offre un gioco spettacolare ma è una squadra assai pragmatica, capace di sfruttare al meglio le non molte occasioni che costruisce; basti pensare allo 0-1 contro l’Atlético Mineiro, in cui El Ciclón del Barrio Obrero si è dovuto difendere per gran parte del tempo per poi ripartire in contropiede. Lo schieramento utilizzato è un classico 4-4-2, che può contare sulla coppia di attaccanti, formata da Haedo Valdez (nel video il suo gol di tacco) e Larrivey, e sui gol dei centrocampisti, in particolare V. Cáceres (2 reti). Il Cerro, inoltre, trova un’arma in più nella spinta del suo calorosissimo pubblico, sempre presente e rumoroso all'Estadio Rojas. Siamo quasi al giro di boa e certamente le compagini guaraní non partiranno coi favori del pronostico, ma chissà che una di loro non possa essere la sorpresa di questa edizione.

La fonte dell'articolo è l'autore Marco Annesanti

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