La confessione di Picci condanna Picerno e Bitonto alla serie D

Intercettato dalle forze dell'ordine per una brutta storia di usura, il bomber star dei social ha fatto scoprire la combine: storia già sentita nei dilettanti

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
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Brescia Calcio v Ternana Calcio - Serie

Il calcio è uno sport meraviglioso: spesso però ci fermiamo a vederlo solo nelle categorie superiori, ignorando quello che accade negli inferi dei campi di provincia, o dove giocano nobili decadute.

E' tifo, passione, entusiasmo, rabbia per la sconfitta: sacrifici e sudore a volte non bastano, occorrono piedi sapienti e cervello fino. Non sempre tutto ciò accade, ma rimane l'impegno e la voglia di esplorare e vincere il proprio sogno.

In questi giorni ha fatto clamore la combine tra Picerno e Bitonto, nell'ultima di serie D, che ha sancito la promozione dei primi in serie C avvenuta nel Maggio 2019. Ebbene, dopo 1 anno, e la promozione successiva anche dei neroverdi bitontini nel primo campionato professionistico, è scoppiata l'inchiesta che alla fine ha spedito di nuovo nei dilettanti, con molto disonore a dire il vero, sia i potentini, sia i giocatori del Bitonto.

Tanti dirigenti e giocatori squalificati, e due giorni fa è stato respinto il ricorso delle due società che ha permesso al Foggia di essere ammesso alla nuova serie C 2020/2021.

A fare deflagrare il tutto una intercettazione di Anton Giulio Picci, salito agli onori della cronaca per meriti sportivi più volte negli ultimi anni: intercettato dalle Forze dell'Ordine per una brutta questione di usura, è venuto fuori che il Picerno aveva corrotto e pagato molti giocatori neroverdi per essere sicuro della promozione senza avere sorprese sgradite.

Questo il racconto, riportato da ‘La Gazzetta del Mezzogiorno’: “Ho avuto problemi economici importanti che mi hanno spinto a chiedere soldi in prestito a persone poco raccomandabili: ero veramente preoccupato perché non sapevo come saldare i miei debiti“. All’epoca del fattaccio Picci giocava al Bitonto, in Serie D.  L’ultima partita di quel torneo venne giocata sul campo neutro di Rionero in Vulture, contro il Picerno che al termine di quei 90 minuti avrebbe festeggiato la prima storica promozione in C, proprio grazie alla vittoria sul Bitonto. Fu il compagno di squadra Michele Anaclerio – secondo la confessione di Picci – a prospettare la possibilità di un premio da parte del Picerno. Ma il bomber aveva il telefono sotto controllo per un’indagine su un giro di usura (in quel caso da vittima). Da lì sono partite le indagini dei finanzieri del Nucleo operativo metropolitano di Bari che nelle scorse settimane sono state chiuse con l’accusa di concorso in frode sportiva: nell'elenco degli indagati figurano, oltre a Picci e Anaclerio, altri 4 calciatori del Bitonto, il ds e il team manager del club. Secondo l’accusa, quella partita è stata venduta da alcuni calciatori del Bitonto per 25mila euro. Picci ringraziò anche il compagno per l’aiuto: “Grande Micky, grande, mi hai salvato! Come il pane mi servono”. 

Parole che risultano agli atti.

La vita di Picci è stata piena di alti e bassi come molti giocatori che giocano nelle categorie inferiori. Ma è facile giudicare vedendo da fuori.

E' vero che un calciatore non deve vendersi una partita, ma spesso le necessità della vita ti portano a fare scelte che mai avresti voluto fare. Anton Giulio è un bravo ragazzo che dai tempi di Bari, suo sogno e ex squadra da cui era partito, ha sognato il grande calcio. Lo ha sfiorato con il Brescia quando, e io c'ero, a Ospitaletto firmò con la squadra dell'ex presidente Corioni diventando per impegno (e fame) idolo delle rondinelle.

Poi, sfumata la serie A ai play off, Barletta e la lenta discesa nei dilettanti, i problemi economici comuni a molti atleti di quelle categorie: stipendi che non arrivano, spese per i figli che crescono e altro e in due secondi si finisci nelle mani degli usurai.

E non se ne esce più: come una droga che ti entra letalmente nelle vene ti cambia e nonostante la fama avuta per uno storico goal proprio con il Bitonto e con una rete alla Ronaldo con il Trani ("Non mi voleva neanche mia madre") che lo ha reso star dei social.

Aiutiamo lui, e altri come lui a uscirne. Non condanniamo a priori. 

La solita vecchia storia...

Brescia Calcio v Ternana Calcio - Serie
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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