La colpa è sempre dell’allenatore?

Fra il tecnico ex Samp e la squadra rossonera è arrivata la rottura definitiva

di Riccardo Sanna
Riccardo Sanna
(27 articoli pubblicati)

Perché il Milan ha esonerato dopo pochi mesi Giampaolo? Gli amanti dei numeri e delle statistiche rispondono con classifica risultati alla mano. Ma io credo che il motivo reale risieda nel fatto che al Milan, Giampaolo, non l'abbiano mai voluto per davvero.

Che Marco Giampaolo non fosse il profilo ideale per la dirigenza rossonera lo si capisce dalla scarsa pazienza in questi primi mesi di campionato. Da quella malsana abitudine (così presente e frequente nel nostro campionato) del volere tutto e subito e che non include passi falsi. Poi poco conta se rosa e staff tecnico sono stati rifondati e con essi mentalità e attitudine: la colpa, quando le cose vanno male, è sempre dell'allenatore. E conta ancor meno se di campioni a disposizione ve ne siano proprio pochi e di scommesse invece tante (forse troppe) per imbastire una squadra valida: la colpa, quando le cose vanno male, è sempre dell'allenatore.

Così recita la morale calcistica che individua sempre nello stesso soggetto tutte le colpe della disfatta. Una morale, a parer mio, tutta da rivedereRifondare significa anche pazientare. Pazientare per far si che il giocattolo, grazie ad un lavoro meticoloso generale, si strutturi con il tempo. E non dall'oggi al domani. Rifondare significa anche saper attendere che si crei quella sinergia fra giocatori e mister. Attendere che si inneschi l'empatia fra quest'ultimo e tutto l'apparato dirigenziale.

Sia chiaro: Giampaolo non è un fenomeno ma nemmeno un signor nessuno, anzi. E che al Milan non lo volessero per davvero è chiaro dalla frenesia espressa nell'esonero. Perché se in panchina al Milan ci fosse stato seduto un top manager come Conte, Ancelotti o Allegri - per citarne qualcuno - sono certo che i signori in giacca e cravatta dello staff avrebbero, a medesimi risultati ottenuti, pazientemente atteso. Perlomeno fino al momento che anticipa il taglio del panettone e ciò, probabilmente,  sarebbe stato più giustificabile.

Ma in fondo si sa, anche se qualcuno lo nega la verità è che la legge del calcio non è uguale per tutti.  Quel che è certo è che se i tifosi iniziano a remar contro il subentrato Pioli come è evidente in queste ultime ore, le dinamiche, nella casa del Diavolo, non possono che trasformarsi in un inferno vero e proprio. 

Fonte: l'autore Riccardo Sanna

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