La bella storia di Dele Alli, salvato da un amico e da un pallone

Dele Alli, astro nascente del Tottenham e della nazionale di calcio inglese, alle spalle nasconde un passato turbolento, ma con un lieto fine.

di Nicola Pintus
Nicola Pintus
(19 articoli pubblicati)
Dele Alli Tottenham

“Da grande voglio essere un calciatore. Il calcio è tutta la mia vita”. Questo è un piccolo estratto di un tema che un giovanissimo Dele Alli scriveva, a soli tredici anni, quando gli veniva chiesto che cosa gli sarebbe piaciuto fare come lavoro da grande. La carta dove scriveva era quella tipica a righe per i compiti in classe, alcune parole scarabocchiate e scritte alla rinfusa, altre sbarrate e poi corrette, ma si può dire con certezza che le idee sul suo futuro le aveva già ben chiare, nonostante la sua giovane età. In quel periodo per il giovane Dele le cose non andavano per niente bene, non era ancora un talento calcistico acclamato dalle folle inglesi e di tutto il mondo, con ingaggi milionari a coprirgli le spese quotidiane, ma già sembrava sapere cosa fare per cambiare la sua vita

Bamidele Alli, per tutti semplicemente Dele, nasce a Milton Keynes l’11 Aprile del 1996. Suo padre Kenny, nigeriano di nazionalità, abbandona lui e la sua famiglia trasferendosi in America, nel Texas, poco dopo la sua nascita. La mamma Denise si trova così a dover crescere da sola sia Dele che gli altri tre figli (avuti da tre uomini diversi), in una misera casa popolare ed in condizioni di estrema povertà. Sin da bambino iniziano i problemi per il piccolo Alli, con la madre afflitta da seri problemi di alcolismo che abbandona il figlio a sé stesso, portandolo a cattive frequentazioni a scuola che, come un vortice, lo attraggono verso il fumo e le risse.

Iniziano le segnalazioni dei Servizi Sociali e la situazione a poco a poco diventa sempre più allarmante. Il calcio era però lì, pronto a proteggerlo, pronto a salvargli la vita. La famiglia di Harry Hickford infatti, un suo amichetto nonché compagno della squadra di calcio dove giocava (i Milton Keynes Dons), si offre gentilmente di ospitare il neanche tredicenne Dele nella loro casa, nella zona di Cosgrove, in un quartiere di Milton Keynes più “tranquillo” e lontano dalle baby gang. La madre di Dele accetta in accordo coi Servizi Sociali, consapevole di poter garantire così a suo figlio un futuro migliore.

Harry e Dele diventano così non solo amici ma anche fratelli inseparabili, crescendo sempre vicini e proteggendosi le spalle a vicenda. Alli continua la sua parabola ascendente come calciatore, comprato dal Tottenham nel 2015 per 5 milioni di sterline dai M. K. Dons, la squadra che lo ha cresciuto calcisticamente, dopo che gli Spurs lo avevano visto "giganteggiare" in una partita di F.A. Cup contro il Manchester United (finita 4 a zero per la squadra di Milton Keynes!). Il suo amico Harry  dopo qualche anno ha smesso invece di giocare e ora si occupa della gestione delle finanze del suo fratello di origini nigeriane, l’unico di cui Dele si fida veramente.

Adesso Dele Alli è un calciatore affermato, ha già raggiunto quota 100 presenze nella Premier League (a soli 22 anni!) e con la nazionale inglese ha raggiunto qualche giorno fa la semifinale nel Mondiale di Russia 2018 proprio grazie ad un suo gol contro la Svezia. Riuscirà a vincere con la sua nazionale quel Mondiale che manca ormai dal lontano 1966? Curioso che in quel famoso tema citato all’inizio, il tredicenne Dele scrivesse che qualora non fosse diventato un calciatore, si sarebbe arruolato nell’esercito, per servire il suo paese. Nella sua innocenza di ragazzino, costretto purtroppo dalle circostanze a crescere troppo in fretta, sembrava quasi profetico: non solo è diventato un calciatore, ma servirà anche il suo paese, per tentare la conquista della Coppa del Mondo.

Dele Alli England
Fonte: l'autore Nicola Pintus

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