Kolarov e l’inchino della discordia

Fa discutere il difficile rapporto tra il difensore serbo e la parte più accesa del tifo giallorosso. Eppure tra le due parti c'è sempre stata freddezza.

di Antonio Siracusa
Antonio Siracusa
(62 articoli pubblicati)
Chievo Verona v AS Roma - Serie A

Che i rapporti tra Aleksandar Kolarov e la parte più calda del tifo romanista non siano mai stati idilliaci non lo scopriamo certo oggi. Il gesto dell'inchino, che il laterale serbo ha riservato ai 500 tifosi giallorossi presenti venerdì sera al Bentegodi, è solo l'ultimo episodio di questa difficile convivenza. Un gesto, quest'ultimo, che divide, tra chi lo considera distensivo e di scuse, e tra chi, invece, lo interpreta come provocatorio. Di sicuro quelli presenti a Verona hanno scelto la seconda opzione, visto i cori d'insulti che si sono levati all'indirizzo del laterale serbo immediatamente dopo.

Il suo arrivo nella capitale è stato accolto, sin da subito, con estrema freddezza, ovviamente a causa dei suoi trascorsi laziali. Un elemento che ancora oggi non va giù ad una parte di tifosi, nonostante due stagioni giocate in maniera straordinaria, una professionalità impeccabile, un'attaccamento alla maglia importante, ed una disponibilità verso allenatore e compagni totale, come dimostra anche il fatto di aver giocato quest'ultima parte di stagione con un piede fratturato, e cui solo le solite infiltrazioni hanno permesso a Kolarov, infatti, di poter scendere comunque in campo. Neanche il gol nell'ultimo derby, con annessa rabbiosa esultanza, è servito per santificare un cambiamento di rotta nel rapporto con una parte della tifoseria. Certo anche il difensore serbo si è reso protagonista di alcune uscite infelici, come la dichiarazione nella conferenza stampa pre Roma-Real Madrid, dove ha dichiarato che i tifosi non capiscono nulla di calcio, o come il battibecco avuto con alcuni supporter alla stazione Termini, prima della partenza per la nefasta partita di coppa Italia contro la Fiorentina, fino ad arrivare, appunto, al famoso gesto di Venerdì sera.

Del resto il difensore serbo fa parte di quella ristretta cerchia di personaggi veri, di quelli che esternano, nel bene e nel male il proprio pensiero senza troppi fronzoli. E si sa, che dire quello che realmente si ha dentro, oltre a non essere politicamente corretto, ti può portare delle antipatie anche importanti. Anche con i tifosi della Lazio, Kolarov ha vissuto momenti di tensione. Su tutte le dichiarazioni rilasciate dopo un Lazio-Inter di dieci anni fa, in cui si disse sconcertato per l'atteggiamento del pubblico, e i boati di gioia ai gol dei nerazzurri. Nonostante la squadra biancoceleste, quell'anno lottava per non retrocedere, i suoi tifosi, infatti, invitarono apertamente i propri giocatori a "scansarsi" , visto che l'inter era in lotta per lo scudetto con i "cugini romanisti".

 A volte, per chiarirsi, basterebbe parlare. In questo senso diventa incomprensibile la decisione dei responsabili alla comunicazione del club giallorosso che hanno di fatto impedito a Kolarov di rilasciare dichiarazioni al termine della partita con il Chievo, togliendo, di fatto, la possibilità di fare luce sulla natura del gesto dell'inchino, e lasciando spazio di conseguenza a qualsiasi illazione a riguardo.

La tregua tra Kolarov e i suoi tifosi, dunque, sembra ancora lontana. Di sicuro è una polemica da bar sport, a cui forse si sta dando troppa importanza, mettendo così in secondo piano l'importante ripartenza che la squadra di Di Francesco ha avuto dopo la disfatta di Firenze. Le due ottime prestazioni contro Milan e Chievo sono un viatico incoraggiante alla vigilia di un altro appuntamento fondamentale nella stagione della Roma: l'ottavo di finale di Champions League contro il Porto. Martedì sera primo atto allo stadio Olimpico. E ci sarà bisogno di tutti, Kolarov e pubblico compresi.

Fonte: l'autore Antonio Siracusa

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