Karma Ultras! Juve-Inter: l’importanza del 12mo uomo in campo

Il Derby d’Italia visto e vissuto dalle curve più rappresentative del calcio italiano nel mondo

di Domenico Margiotta
Domenico Margiotta
(3 articoli pubblicati)

Juve Inter, Derby d’Italia – Venerdì 7 dicembre ore 20:30, allo Stadium di Torino torna di scena il grande calcio. Juve Inter si affrontano in quella che sembrerebbe essere la partita crocevia del campionato. Ancora Juve-Inter, dunque. Due entità così diverse che nel 1967 Gianni Brera, la più lucida penna del nostro giornalismo sportivo, designa come i due estremi del calcio italiano dell’epoca, l’una “squadra femmina, quindi passionale, volubile” e pertanto “agli antipodi del pragmatismo che caratterizza la Juventus”. Nasce l’espressione Derby d’Italia, che si arricchisce anno dopo anno di connotati sociali e non solo. Con più di 600milioni di tifosi nel mondo, le due squadre conoscono l’importanza del 12mo uomo in campo.

Il 12mo uomo in campo – Dalle tre stelle al triplete, dalla Serie B allo scudetto di cartone, sono solo alcuni dei ritornelli più vicini a noi tipici della sfida Juve Inter, portati sugli spalti nel corso degli anni a inscenare maxi coreografie e mega sfottò, prima di essere fagocitati dalla rete e diventare una pallida istantanea social. Il 12mo uomo in campo sente lo stadio come la propria casa e una trappola per gli avversari. I giocatori toccano l’umore degli ultras, e questi ultimi sentono il sudore e le emozioni dei giocatori. Quando il pubblico scende in campo con gli undici, si lasciano solo pochi spunti agli avversari. La sua presenza facilità la prestazione, il tifo diventa un compagno di squadra che sorregge, sprona, critica, diventa l’estensione di ogni giocatore che aiuta a realizzare il desiderio di vittoria. Non un evento sportivo, ma un fatto sociale straordinario e irripetibile, tutto umano.

Dalla banda bassotti ai pagliacci – Era il 18 ottobre 2015, la curva nord del San Siro raffigurava gli odiati juventini come la banda bassotti. I tre ladri ideati da Carl Barks per la Warner Bros che compongono la banda di malviventi di Paperopoli, il cui unico obiettivo è rubare denaro. Non si conoscono i loro nomi, si sa soltanto il numero di riconoscimento carcerario impresso sulla targa che portano sul petto. Qualche mese dopo, nella gara di ritorno giocata a Torino il 28 febbraio 2016, la curva Scirea rispondeva inscenando il circo interista. Il tifoso interista vestito come un pagliaccio, lontano ricordo dell’opera del Leoncavallo, senza il coraggio di compiere la tragedia da solo, ma sul palco cerca il consenso degli astanti per vendicare il tradimento.

Da #FinoallaFine a #senzatregua – La sfida di certo non comincia né finisce sul rettangolo di gioco. Prima e dopo il big match i social saranno infuocati, fatti di botta e risposta a colpi di hashtag. Al #FinoallaFine bianconero risponde il #senzatregua nerazzurro, quasi a voler delimitare verbalmente i confini della sfida, così come fatto 50 anni fa da Brera. Parole che trovano il loro significato solo se postate su qualche social, e che se pronunciate nella lingua quotidiana non si sa se si è spettatori di una partita di calcio o soldati di una guerra mai nata.

Derby dItalia
Fonte: l'autore Domenico Margiotta

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