Juve-CR7: il matrimonio del secolo

L'ufficialità è arrivata nella giornata di ieri. Cristiano Ronaldo è un nuovo giocatore della Juventus. Al Real Madrid vanno 117 milioni di euro bonus compresi.

di Jacopo Sansuini
Jacopo Sansuini
(28 articoli pubblicati)
CR7 è della Juventus

Era nell'aria già da alcuni giorni, ed alla fine la bomba di mercato è scoppiata. Era il primo pomeriggio di ieri quando i comunicati congiunti di Real Madrid, Juventus, è lo stesso Ronaldo ponevano fine alla telenovela di questo mercato estivo. La Juventus si è assicurata le prestazioni del giocatore più determinante e decisivo degli ultimi anni. Quattro champions alzate nelle ultime cinque stagioni, di cui tre consecutive. Il bottino arriva a cinque totali se si conta anche quella vinta a Manchester sponda United. Un fuoriclasse assoluto, un campione indiscusso. Talento, forza fisica, personalità, carisma, tutte doti che hanno forgiano il portoghese di Madeira e che lo hanno issato sul tetto del Mondo. 

E' chiaro, un giocatore simile non arriva certamente gratis. 117 i milioni totali che la Juventus verserà nella casse dei blancos. 30 netti a stagione (che diventano 60 lordi) i milioni che CR7 prenderà di stipendio dalla Vecchia Signora. Tanti, una montagna. Un'operazione da oltre 350 milioni di euro. Numeri e cifre che in Italia solo una società come la Juventus poteva e può sostenere. Il gap che in questi anni la squadra di Agnelli ha scavato con le avversarie è imbarazzante. Una gestione corretta ed oculata, associate ad una lungimiranza ben precisa, hanno permesso alla Juventus non solo di sedersi sul tavolo delle big d'Europa, ma addirittura di assicurarsi le prestazioni del calciatore più famoso, tenuto e forse determinante del calcio mondiale. 

Se analizzato più a fondo però il futuro approdo di Ronaldo nella nostra serie A, potrebbe risultare importante per tutto il nostro movimento calcistico, ancora intorpidito dalla delusione mondiale ed alla caccia disperata di idoli ai quali aggrapparsi e dai quali prendere ispirazione. Per non parlare dell'interesse mediatico che un personaggio come CR7 muove attorno a se, e che di conseguenza cadrà a getto su tutto il calcio italiano. 

Ripartiti dall'anno zero, abbiamo un disperato bisogno di idoli, di icone da poter amare, o perchè no anche odiare (calcisticamente parlando!). Proprio ieri guardavo una partita di calcetto di ragazzi di dieci anni. Uno di loro fa un gran gol, corre verso un suo compagno e via che scatta l'esultanza con saltello e braccia spalancate di Cristiano. Queste cose danno linfa ed energia al calcio. Poter ammirare più da vicino un campione riduce sensibilmente anche la distanza tra sogno e realtà, specialmente agli occhi di un bambino. Ma è proprio questo quello che dobbiamo tornare a fare. Far sognare i bambini di oggi, perchè alcuni di loro, saranno i campioni di domani.

Il brindisi che sancisce lufficialità di
Fonte: l'autore Jacopo Sansuini

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