Juve attenta, da Cardiff a Kiev la strada non è in discesa come sembra

Come è possibile indebolirsi nonostante un mercato da 100 milioni?

di Riccardo Rossi
Riccardo Rossi
(3 articoli pubblicati)
Foto Marotta

E' vero, stiamo parlando di una squadra a 3 punti dal miglior Napoli della storia (almeno nei punti collezionati nelle prime 11 giornate), con il miglior attacco del campionato e con ottime possibilità di qualificarsi agli ottavi di Champions. Eppure la sensazione che da la Juventus di quest'anno è quella di una squadra che si è rinnovata poco e soprattutto dove c'era meno bisogno di farlo.

La finale di Cardiff ha portato due fatti oggettivi: la settima finale persa e l'addio di due giocatori chiave nell'equilibrio (mi perdonerà Fassone) di spogliatoio e di squadra, come Bonucci e Dani Alves. L'addio dei due mammasantissima  è stata compensata, anzi sarebbe corretto dire tamponata, con due giocatori come De Sciglio e Howedes, entrambi privi della personalità, tecnica e palmares di chi li ha preceduti.

La difesa della Juve già lo scorso anno mostrava segnali di cedimento che solo una stagione super di Bonucci aveva nascosto; la stessa cosa è avvenuta sulla fascia destra di difesa, dove Lichtsteiner, sfiduciato da allenatore e società e molto al di sotto dei sui standard "contiani", era stato scalzato da Dani Alves nel ruolo di titolare in tutte le partite importanti da marzo in poi. La scelta di De Sciglio e del campione del mondo tedesco, ma praticamente fuori squadra allo Schalke, non poteva che accentuare in peggio queste crepe.

Eppure i soldi per fare qualcosa c'erano; eppure i soldi per riconsolidare il reparto che storicamente ha fatto la fortuna della vecchia Signora sono stati spesi. Per 100 milioni circa, oltre ai due già citati, la Juve ha comprato due doppioni di se stessi e di Dybala, ovvero Douglas Costa e Bernardeschi. Nessuno dei due potrà essere un giocatore che sposterà gli equilibri in Champions (mi scuserà di nuovo Fassone), uno solo dei due era veramente necessario alla Juventus visto che entrambi recitano il ruolo di panchinari di lusso.

E invece i sempre lungimiranti Marotta e Paratici si sono dimostrati, per una volta, umani e sucscettibili di errore: non hanno rinforzato dove serviva davvero, hanno ammassato giocatori molto simili laddove solo un vero grande fuoriclasse dell'attacco avrebbe potuto davvero migliorare un reparto al top in Europa. Come detto nelle prime righe stiamo parlando di una squadra che guarda i primi da molto vicino ma la sensazione è che si sia persa la solidità necessaria per rincorrere fino a trovare il sorpasso decisivo.

Fonte: l'autore Riccardo Rossi

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1 COMMENTI

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  1. cappel27provaarticoli - 2 anni

    l’unico motivo è che la dirigenza bianconera stia pensando già alla prossima stagione quando magari Dybala verrà ceduto (io dico al Barcellona); a quel punto in rosa avresti due giocatori (Douglas Costa e Bernardeschi)pronti a sostituirlo con un anno di rodaggio già effettuato.

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