Jadon Sancho, il Millennial che fa impazzire l’Europa

Il talento classe 2000 del Borussia Dortmund è già entrato nel mirino di tutte le big del Vecchio Continente

di Marco Ghilotti
Marco Ghilotti
(85 articoli pubblicati)
Borussia Dortmund v RB Leipzig - Bundesl

In questi mesi ci stiamo accorgendo che da tifosi calcistici siamo nel bel mezzo di una vera e propria fase di transizione. Sono già tramontati, o stanno per farlo via, i calciatori nati tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80 (i vari Kakà, Pirlo, Lampard e Totti hanno già smesso), mentre è in rampa di lancio la nuova leva di fenomeni nata tra il 1998 e il 2000. Tra i vari Mbappé, Donnarumma, De Jong e De Ligt, senza dimenticare Cutrone, un nuovo gioiello dell'isola di Sua Maestà si sta prendendo la scena in Europa. 

Classe 2000, Jadon Sancho è un nome molto sentito di questi giorni, dato che il ct Southgate ha deciso di portarlo in Nazionale maggiore a soli 18 anni. La sua storia è la tipica del ragazzo che trova nel calcio un via di riscatto sociale: nato nel sud di Londra da genitori di Trinidad e Tobago, cresce in un ambiente dove il football può salvarti dalla criminalità. A 7 anni viene notato dal Watford, dove gioca con continuità e si fa notare dalle big tra cui il City, che lo porta nel suo settore giovanili. Nonostante statistiche da fenomeno, viene considerato troppo acerbo. Jadon, che sa di poter sfondare, chiede spazio e l'ottiene nel Borussia Dortmund che lo preleva per otto milioni dopo che il giovane inglese aveva brillato nell'Europeo Under 17, venendo eletto come migliore giocatore soprattutto in virtù dei sette assist che avevano portato l'Inghilterra fino alla finale poi persa con la Croazia. 

Una stagione d'ambientamento, con un solo gol all'attivo sotto Bosz e Stoger, e poi l'improvvisa esplosione. Con Favre, 10 partite giocate, un gol e ben 8 assist, tra cui uno in Champions nell'ultimo match con il Monaco e un altro dopo soli 40 minuti in Coppa di Germania. Nel 4-2-3-1 del tecnico francese, il ruolo di esterno destro gli permette di dialogare sia con il capitano Reus che con il bomber della squadra Paco Alcácer. Una crescita esponenziale, soprattutto in termini numerici, che ha fatto si che top club come il Barcellona si interessassero a lui. Il Borussia, che non vuole perderlo così presto, ha rifiutato l'interessamento blindando per altri 4 anni il giovane talento d'oltremanica. 

L'esordio di ieri con la Croazia non può che essere un ottimo punto di partenza. Fin dove potrà spingersi Sancho ce lo potrà dire soltanto la storia: nel frattempo godiamoci le prodezze  di un calciatore di questo calibro, fiduciosi che possa diventare l'archetipo per una prossima generazione di fenomeni. 

Fonte: l'autore Marco Ghilotti

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