Italia, un giusto mix per un cocktail esplosivo

Far coesistere veterani e giovani sarà la missione principale per Roberto Mancini, senza margini di fallimento.

di Edoardo Gori
Edoardo Gori
(123 articoli pubblicati)
La gestione del domani

Il 13 novembre 2017 chiunque avesse a cuore la Nazionale urlava (nei bar, nelle case o sui social) la stessa cosa: ricominciamo da zero, perché una simile disgrazia non deve più accadere. Certamente, a livello organizzativo, quella voglia di rivoluzione non è ancora stata realizzata a pieno (vedere i tanti problemi che sta avendo tuttora la Federazione nelle serie cadette), ma a livello sportivo qualcosa, almeno sulla carta, sembra si sia mosso. L’Italia, infatti, per la prima volta da tanto tempo a questa parte può contare su un ottimo quantitativo di giovani interessanti che si stanno mettendo in gran luce nelle proprie squadre di club e non solo e su un allenatore con un curriculum all’altezza del proprio compito.

Un compito che per Roberto Mancini sarà comunque impervio: capire chi potrà essere subito all’altezza per garantire all’Azzurro di contare finalmente qualcosa già all’Europeo 2020 sarà un processo lungo e senza garanzie, con in mezzo la qualificazione che non deve essere mai sottovalutata. Nel corso dell’Uefa Nations League e delle amichevoli, l’allenatore ex Inter e Manchester City ha alternato i moduli 4-3-3 e 4-2-3-1 e soprattutto tanti uomini, specialmente in attacco, trovando però qualche interessante indicazione sul finire della neonata competizione. Analizzando tali esperimenti la via che pare più percorribile è quella di un mix di giovani e veterani che dovrebbe quantomeno assicurare una qualificazione tranquilla, sperando poi in un’evoluzione per gli Europei attraverso la crescita dell’organico e dell’esperienza.

Il ruolo che pare più aperto alla frangia giovanile, esclusa ovviamente la porta che ormai è proprietà di Gianluigi Donnarumma, è senza dubbio il centrocampo: Barella e Tonali possono già essere ottime scelte per far compagnia (o concorrenza) ai più esperti Jorginho e Verratti , con Zaniolo pronto ad essere il trequartista titolare in caso di 4-2-3-1. Viceversa dovrebbe essere la difesa la zona meno aperta al rinnovamento: la coppia Bonucci – Chiellini pare ancora inamovibile nonostante ci sia un Romagnoli in rampa di lancio e un Mancini in costante crescita, mentre sulle fasce ci sarà ancora da aspettare il completo recupero di Conti. In attacco la situazione appare più ingarbugliata: c’è un’ottima abbondanza sulle fasce, viste le crescite di Chiesa, Bernardeschi e Politano con l’ormai sicurezza Insigne, mentre nel ruolo di punta centrale le cose si complicano. Vengono da momenti alterni sia Belotti che Immobile, è in crisi Lasagna e Kean sta giocando pochissimo, mentre è in ripresa l’eterno Godot Mario Balotelli. Per questo ruolo, almeno adesso, c’è bisogno di spalle larghe e sicurezza: in parole povere necessitiamo di Fabio Quagliarella.

Come anticipato, per Mancini sarà un compito tutt’altro che facile, ma l’impressione è che per la prima volta dal 2006 a oggi qualche buon ingrediente fresco per un cocktail esplosivo ci sia eccome. Stavolta però, senza fare un torto a James Bond, è bene che sia ben mescolato (e non agitato).

Fonte: l'autore Edoardo Gori

DI' LA TUA

0
0 COMMENTI

Inserisci qui il tuo commento

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.