Italia, rebus attacco: quali sono le bocche di fuoco?

Tanti dubbi e poche certezze per il Mancio, con molti nomi che possono portare ad altrettante soluzioni

di Stefano Boffa
Stefano Boffa
(97 articoli pubblicati)
Italy Training Session And Press Confere

Come ben si sa, nella testa del ct Mancini s'insinuano più dubbi che certezze e uno di questi pare essere proprio la possibile combinazione dell'attacco della Nazionale azzurra, vista la scarsa vena realizzativa mostrata negli ultimi match e la pessima condizione di forma di giocatori come Belotti e Balotelli.

Per il momento, le certezze sono soltanto tre:

1) Lorenzo Insigne, il folletto napoletano, è tra i giocatori più in forma del momento e questo è anche grazie al nuovo ruolo da seconda punta inventatogli da Ancelotti al Napoli. Con le sue giocate nel nuovo ruolo, si è proposto come trascinatore del nuovo Napoli e punto fermo della Nazionale che verrà;

2) Federico Bernardeschi, autore di un avvio di stagione da protagonista nell'affollato reparto offensivo della Juventus. L'esterno carrarese verrà proposto nei prossimi impegni della Nazionale come falso nueve e, grazie alle sue caratteristiche (dribbling secco, fisicità imponente, rapidità nei movimenti e tiro secco e preciso), potrebbe diventare il centravanti del futuro sia per l'Italia che per la Juventus;

3) Federico Chiesa, il giovane esterno della Fiorentina che, dopo un positivo avvio di stagione, si sta rivelando uno dei migliori interpreti nel suo ruolo non solo a livello nazionale, ma anche a livello europeo, grazie alla sua grinta, alla sua velocità e alle sue abilità al tiro, nonostante sia ancora abbastanza acerbo.

Questi sono, per il momento, i probabili punti fermi dell'attacco del futuro, ma è anche vero che dalle retrovie ci sono giocatori che scalpitano e tra questi troviamo gli infortunati Patrick Cutrone e Simone Zaza: il primo, nonostante uno scarso minutaggio con il Milan (solo 86 minuti complessivi giocati tra campionato e coppe), è riuscito ad andare a segno tre volte, mostrando un senso del gol notevole per un giocatore della sua età; il secondo, dopo un avvio in sordina con il Torino, ha mostrato segnali di crescita grazie a giocate importanti in qualità sia di goleador che di uomo-assist.

Segnali di ripresa, dopo un avvio difficile, vengono dati anche da Ciro Immobile. L'attaccante della Lazio, nelle ultime quattro uscite stagionali tra campionato e coppe, si è reso protagonista di tre gol e un assist, mostrando i lampi dell'Immobile capocannoniere della scorsa stagione, ma che in Nazionale deve ancora esprimere le sue qualità. Il limite di Immobile è che non sa partecipare alla costruzione della manovra  e ha un bisogno costante di essere lanciato in profondità per esaltare le sue abilità (corsa e fisicità), quindi è inutile fargli arretrare il suo raggio d'azione come avviene in Azzurro: se alle sue spalle ha un ottimo rifinitore, l'attaccante napoletano potrebbe anche fare reparto da solo, esattamente come accade nella Lazio.

Per quanto riguarda le novità proposte da Mancini, per il momento Berardi ha convinto poco nei suoi scampoli di partita in azzurro e giocatori come Caprari e Lasagna sono delle vere e proprie incognite in quanto debuttanti assoluti, soprattutto il secondo, visto il momento di forma poco felice che sta attraversando con l'Udinese. 

Giovinco sa molto di minestra riscaldata: certo, è un giocatore d'esperienza e fa sempre comodo uno con le sue caratteristiche, ma sono ormai 4 stagioni che gioca in MLS e non è neanche più un giocatore di primo pelo, quindi sarà difficile aspettarsi grandi cose da lui.

Per concludere, un appunto per i due grandi esclusi, Simone Verdi e Matteo Politano, giocatori che hanno mostrato grandi cose con i loro club sia in Champions che in campionato, ma che vengono sistematicamente ignorati, a torto, dal ct. Sono giocatori che potrebbero dare una grossa mano alla causa azzurra e chissà che in futuro il Mancio non si ravveda in vista delle imminenti qualificazioni ad Euro 2020. 

Per il momento, la priorità è evitare la retrocessione nella Lega B della UEFA Nations League e le frecce a disposizione dell'arco azzurro, che sono di qualità, vanno sfruttate.

Fonte: l'autore Stefano Boffa

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