Italia: quando la vittoria si colora di azzurro! [quarta parte]

Si conclude il nostro viaggio fra i colori della vittoria.

di Marco Fiammetta
Marco Fiammetta
(78 articoli pubblicati)
Pallavolo Olimpiadi e Fed Cup

Dopo avere ricordato le imprese più prestigiose firmate dalle nostre nazionali di pallanuoto, tennis e pallavolo, raccontiamo alcune delle pagine più entusiasmanti scritte dalla nazionale più amata dagli italiani. Abbiamo già avuto modo di rivivere i trionfi degli azzurri nel 1982 in Spagna e nel 2006 in Germania. Facciamo un viaggio indietro nel tempo per raccontare le vittorie ottenute negli anni trenta.

Nel 1934 l’Italia ospitò la seconda edizione della Coppa Rimet. Sedici nazionali che si affrontarono in partite ad eliminazione diretta. A Roma, negli ottavi di finale, gli azzurri superarono agevolmente gli Stati Uniti (7-1) grazie alla tripletta di Schiavio, alla doppietta di Orsi ed alle reti di Ferrari e Meazza. Il quarto contro la Spagna si disputò a Firenze: al vantaggio iberico realizzato da Regueiro (al 29’), rispose Ferrari (44’). Anche dopo i supplementari il risultato rimase in parità rendendo necessaria la ripetizione della partita. Il giorno dopo le due squadre, ampiamente rimaneggiate, tornarono ad affrontarsi e Meazza (11') siglò l'unica rete dell'incontro. Nel turno successivo, allo stadio San Siro di Milano, una rete di Guaita (21') decise la semifinale contro l'Austria e gli azzurri tornarono a Roma.

Alla presenza di Jules Rimet, Italia e Cecoslovacchia scesero in campo in una giornata torrida. I cechi comandarono a lungo il gioco e, dopo avere colpito due volte i pali della porta difesa da Combi, passarono in vantaggio per merito di Puc (71’). Dopo essere stati salvati per la terza volta dal palo, gli azzurri raggiunsero il pareggio grazie ad una conclusione a giro di Orsi (81'). Nel primo supplementare Schiavio (95’) segnò la rete del vantaggio, la Cecoslovacchia non riuscì a reagire adeguatamente e l’Italia conquistò il suo primo titolo mondiale.

Nel 1938 gli azzurri giunsero in Francia da campioni mondiali ed olimpici, grazie alla vittoria sull'Austria nella finale di Berlino di due anni prima. A Marsiglia, nell’ottavo contro la Norvegia, l'Italia passò subito in vantaggio con Ferraris (2’), il più pronto ad approfittare di una respinta corta del portiere avversario. Dopo avere colpito in tre occasioni i pali della porta difesa da Olivieri, gli scandinavi raggiunsero il meritato pareggio con Brustad (83’). In avvio dei tempi supplementari Piola (94’) approfittò di un altro intervento imperfetto del portiere: allo stadio olimpico di Colombes, alla periferia di Parigi, i campioni in carica avrebbero affrontato i padroni di casa. Dopo dieci minuti il risultato era già di uno ad uno per effetto delle reti di Colaussi e Heisserer. Nel secondo tempo la doppietta di Piola permise all’Italia, scesa in campo in maglia nera, di accedere alla semifinale: a Marsiglia contro il Brasile. 

Dopo le fatiche dei turni precedenti, i sudamericani, sicuri di accedere alla finale (al punto di avere già prenotato l'unico volo per Parigi), fecero riposare il capocannoniere Leonidas ed il centravanti Tim. Dopo un primo tempo concluso senza reti, Colaussi (51') portò in vantaggio gli azzurri con un tiro dalla distanza. Nove minuti dopo Meazza si presentò sul dischetto. Durante la rincorsa si ruppe l’elastico dei pantaloncini e dovette calciare tenendoseli, ma non sbagliò: 2-0. La reazione dei sudamericani fruttò solo la rete di Romeu (87'): fu, così, l’Italia ad andare a Parigi per la finale contro l’Ungheria. In treno. 

A Colombes, Colaussi (6’) e Titkos (8’) portarono rapidamente il punteggio sull’uno a uno, ma l’Italia, nel corso del primo tempo, andò ancora in rete con Piola (16’) e Colaussi (35’). Nella ripresa Sarosi (70’) ridusse le distanze, ma Piola (82’) mise al sicuro il risultato. La rapidità degli azzurri prevalse sulla maggiore tecnica magiara e l’Italia si confermò campione del mondo. 

Per Ferrari, Meazza, Monzeglio ed il terzo portiere Masetti, presenti anche nel 1934, fu il secondo successo, mentre Vittorio Pozzo è, ancora oggi, l'unico allenatore ad aver vinto due titoli mondiali.

Fonte: l'autore Marco Fiammetta

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