Italia-Olanda, alla ricerca della gloria perduta

Entrambe le Nazionali, escluse di lusso dai prossimi Mondiali, sono in fase di ricostruzione per tornare ai fasti di un tempo

di Gianmarco Zandon
Gianmarco Zandon
(10 articoli pubblicati)
EURO 2000 semifinale Italia-Olanda

Ripensate alla storia calcistica di queste due Nazionali, ai loro incroci negli anni, primo fra tutti la vittoria ai rigori grazie a un Toldo superlativo all'Europeo del 2000: Italia e Olanda si sono sempre date battaglia nell'elite del calcio, svolgendo un ruolo da protagoniste in giro per il mondo. Ora gli azzurri e gli oranje, che condividono la triste poltroncina di spettatore per il Mondiale di Russia, devono ripartire dalla crisi per la mancata qualificazione, pronti a ritornare ai livelli che li competono. Quelle attuali sono delle Nazionali in profonda fase di restyling, che hanno attraversato una crisi sportiva e dopo aver toccato il punto più basso ora devono risalire dal fondo e riappropriarsi a poco a poco della loro identità vincente. Il calcio cambia, probabilmente sono del tutto finiti i tempi dove fiorivano generazioni di campioni e fuoriclasse assoluti, ma in questa epoca di rinnovamento non mancano certo i giovani talenti e i giocatori da cui ripartire.

L'Olanda, dopo una finale mondiale persa con la Spagna(2010) e una corsa interrotta in semifinale in Brasile quattro anni dopo, manca clamorosamente la qualificazione per due volte consecutive, per l'Europeo in Francia e per il Mondiale di Russia. Come si può spiegare questo declino? Da sempre caratterizzata da un calcio arioso, da una manovra avvolgente, forte nelle fasce laterali, impreziosita nella trequarti da giocatori di puro genio e fantasia e dotata spesso di grandi centravanti, la Nazionale oranje sta scontando l'assenza di giocatori come Sneijder, Robben, Kuijt, Van Persie, Huntelaar, solo per citare le stelle trascinatrici nell'ultimo decennio. Attualmente gli olandesi possono presentare una difesa di primo livello con De Vrij, Van Dijk e il promettente diciottenne De Ligt, seguito da mezza Europa. Dalla metà campo in su invece devono trovare uno stile di gioco che possa sfruttare al meglio le qualità di Strootman e Wijnaldum in mediana ( non va dimenticato Vormer, autore di una stagione strepitosa al Club Bruges ), di Promes e Berghuis , il cui ingresso ha messo in difficoltà la retroguardia azzurra, e la tecnica e velocità di  Depay.  L'attacco, privo della stella e leader Robben che ha lasciato la Nazionale, è il reparto che più necessita di ritocchi. La soluzione può chiamarsi Weghorst, autore di 27 gol e un terzo posto con l'AZ in questa stagione e  quel Justin Kluivert ancora diciannovenne, entrato nel mirino della Roma.

 La situazione degli azzurri presenta degli aspetti in comune. Dopo due spedizioni mondiali fallimentari, una finale europea persa con la Spagna e una grande Italia vinta solo ai rigori contro la Germania ad Euro 2016, si precipita contro la Svezia agli spareggi per il Mondiale. La Nazionale italiana soprattutto è rimasta senza Gianluigi Buffon, il capitano, la bandiera, il modello di riferimento, la testa e il cuore dell'Italia e ora è il momento di cercare di sopperire a questo vuoto diventando prima di tutto una squadra, da parte di ogni giocatore. A prescindere dal modulo, bisogna trovare la giusta alchimia tra giocatori di esperienza(Chiellini, Bonucci,De Rossi) e talentuosi giovani in rampa di lancio  come Cristante, Caldara, Jorginho, Bernardeschi e Chiesa, straripante nell'amichevole contro l'Olanda. In questa fase di sperimentazione e ripartenza un ruolo importante lo possono acquisire i giocatori che non sono ancora riusciti a dare completamente il loro apporto alla Nazionale per svariati motivi, o campioni da ritrovare o protagonisti di un ottima stagione nei loro club: Verratti, El Shaarawy, Berardi, Insigne, Balotelli, Verdi, Zaza, Politano, Belotti. Per un attacco che latita imprescindibile è Ciro Immobile, 41 gol su 47 presenze, e capocannoniere della Serie A appena conclusa.

 Dopo essersi vanificati a vicenda nell'amichevole, ora è compito degli allenatori, Mancini e Koeman, riportare le due nobili decadute, Italia e Olanda, nuovamente nel calcio che conta. Come negli anni gloriosi: da regine.

Fonte: l'autore Gianmarco Zandon

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